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Ancora sui tremendi pasticci di piazza Indipendenza 1. Lettera del cartello "Difesa di Bovio" al Gran Maestro aggiunto Claudio Bonvecchio: «proponiamo a tutti una riflessione critica e autocritica»

Di Difesa Di Bovio


Caro Fratello Claudio Bonvecchio e caro Professore,

consentici anche di associare la tua qualifica accademica a questa nostra Lettera che evidentemente muove da bisogni e intenzioni invece riconducibili interamente alla nostra esperienza di Liberi Muratori. Esperienza che, come è normale, più volte è entrata come “in crisi” nel corso dei lunghi (lunghissimi per alcuni, più breve per altri) anni di vita nella Comunione. Le difficoltà non ci hanno mai spaventato, essendo sempre stata salda in ognuno di noi la lezione del pavimento a scacchi; anzi sono state di sprone. Nondimeno, quello che è successo nel nostro Oriente di Cagliari negli ultimi due anni è diverso. Un terremoto ha divelto lo stesso impiantito del Tempio, e tutto appare oscuro come in assenza di luce.

Gli stessi fondamentali della Libera Muratoria sono stati messi in crisi da comportamenti apertamente offensivi anche del decoro, da parte di un Maestro Venerabile, e anzi di una intera Loggia emulation modellatasi a sua immagine e somiglianza, in uno sprofondo di gusto e di viltà che sembra non aver mai fine. Un Maestro Venerabile ed il suo Primo Sorvegliante, come capomastri insieme ad altri signori, datisi a volgari esibizioni sui social con compromissione del buon nome del Grande Oriente d’Italia e delle idealità e tradizioni che lo distinguono.

Ma non solo. Si è nel tempo scoperto che nelle chat "di Loggia" di questi personaggi, che non osiamo più appellare fratelli, giravano caricature ingiuriose a questo e a quello, accostamenti bizzarri ed aperte irrisioni alla ritualità hiramitica, "giochini" balordi tra Dignitari compromissivi persino dell'onore del Gran Maestro e Fratello Stefano Bisi, in uno sfacelo dell'orrore senza più scrupoli e senza più limiti.

Si era partiti dalla scoperta di immagini e fotomontaggi che mettevano alla berlina Giovanni Bovio – di cui noi in Casa massonica possediamo un busto storico rimontante al 1905 (opera di un allievo a Roma del Gran Maestro Ettore Ferrari) e sequestrato dai fascisti nelle note (note almeno agli storici ed a chi come noi ha rispetto per la storia) perquisizioni del 1925. Lo riavemmo nel 2008 con gran festa e quella fu l’occasione, per molti Fratelli più giovani, di accostarsi al suo pensiero e alla sua esperienza civile ed intellettuale, nonché al suo magistero massonico, espresso anche dal Grande Oratore al tempo della granmaestranza Lemmi.

Vedemmo ad un certo punto, e con orrore, quel monumento mascherato in mille modi e fotografato su Facebook e su Instagram, assemblato in rete come si potrebbe fare con una Barbie.  L’assortimento fu estremamente vario, ma certamente l’immagine più offensiva, quella più volgare perché montata apposta per colpire chi nel frattempo si stava organizzando come piccolo fronte di "resistenza" (che questo termine non cade a caso!) fu quella che ritraeva il filosofo repubblicano, e tuo predecessore nel ruolo di Grande Oratore del Grande Oriente d'Italia, accanto al generale golpista cileno Augusto Pinochet ed ai suoi ufficiali fascisti. Quasi un monito, un avvertimento sottolineato anche dal gesto del silenzio che nel frattempo veniva proposto ed imposto a tutti a mezzo degli stessi social.

A questo punto si affiancava ufficialmente la nostra "guerriglia" (spiegheremo poi questo termine) ad una battaglia giornalistica iniziata già da qualche settimana – che ci sorprese perché esterna alla Fratellanza quotizzante e riconducibile a chi, di fatto, quel busto storico ci aveva donato nel 2008.

Assistemmo così a un rapido allargamento della denuncia e della polemica, perché furono rinvenute quelle già citate immagini, postate sempre sui social, riguardanti l’irrisione della ritualità massonica (permuta della bara di Hiram con una canna da pesca), alterazioni dell'emblema della stessa officina pietra di scandalo ad opera del Caput magistri e del suo Sorvegliante ed una gran quantità di gravi e grevi (e penosamente infantili) prese in giro di Fratelli (ora per la loro statura fisica ora per la capigliatura canuta o altro). Il che riportava ad altri episodi ancora, verificatisi in casa massonica negli scorsi anni: furto di una Torah donata da un Fratello ora scomparso e presente sull’ara con la Bibbia ed il Corano nelle tornate rituali di un'altra certa Loggia emulation (e con ciò chiariamo che nulla di male vi può essere nella professione di un rituale differente dal nostro, che si cercassero divergenze o convergenze semmai nei cuori degli uomini di cattiva o buona volontà, non nei rituali!); insulti volgari prodotti per mani "ignote" persino sui Labari (infamie dirette sempre verso un particolare bersaglio preferenziale, guarda caso ancora facente parte del piccolo modo emulation, ma testimoniante qualità e carismi consoni all'appartenenza); ulteriori eventi minori sui quali non ci dilunghiamo. Tutto questo senza che mai nessun provvedimento disciplinare e moralizzatore fosse adottato da chi aveva il preciso onere di occuparsene, che anzi continuava a lasciare in mano la Casa massonica a coloro che l'avevano trasformata, da monumento al senno, in squalificato set fotografico. Aggiungendo persino i propri "like" o "mi piace" allo scempio (presidente circoscrizionale, giudici ed ispettori. Tutto materiale documentabile a tua richiesta, che potrai farci pervenire tramite la piattaforma giornalistica che oggi ci ospita).

Ma di più: con frasario ora sessista ora apertamente fascista si colpivano, con commenti irriferibili, il genere femminile e capi di governo esteri, come la Merkel, nonché le date più onorevoli della nostra democrazia, come il 25 aprile. Arrivando persino a giocare con il caposaldo del rispetto interconfessionale, con il continuo motteggiamento dei musulmani e delle donne musulmane in particolare.

A questo proposito ti segnaliamo che alcuni Fratelli del nostro Oriente si lamentarono di questo particolare aspetto con il Maestro Venerabile e con un Ispettore circoscrizionale appartenente alla Loggia incriminata, la Kilwinning 1485, venendo beatamente ignorati.

E finiamo solo per accennare alla pubblicazione, sempre sui social, di materiale razzista riconducibile alla stessa officina, sicuramente inconciliabile con la più schietta appartenenza al nostro Ordine.

Tutto questo per quanto attiene il decoro, la decenza ed il buon gusto. Passiamo ora ai reati penali: vennero fuori, infatti, tutta una serie di scatti con didascalie (anche triviali) e fotomontaggi che bersagliavano addirittura il presidente della Repubblica, il presidente emerito, ed il presidente della Camera dei deputati.

Ma ancora alla spicciola, e ci perdonerai ma è tanto, tanto, tanto il materiale che conserviamo in un archivio di oltre 180 immagini: un enorme dito medio esibito in una pagina facebook che ancora presentava il volto di Giovanni Bovio, stavolta quadribendato al modo della bandiera sarda nella sua versione storica, intenzionalmente rivolto ai tanti che avevano cominciato a prendere posizione severamente critica, chiedendo un intervento delle autorità obbedienziali e dello stesso Gran Maestro Stefano Bisi, cui diverse e circostanziate segnalazioni furono indirizzate.

L’autore prevalente, ma come detto si era via via scoperto non esclusivo – ché coinvolti nel fenomeno erano anche altri Dignitari di quella Loggia (dal 1° Sorvegliante all’Ispettore circoscrizionale ad altri signori seduti nelle sue Colonne) – fu costretto a dimettersi da presidente del Consiglio dei Venerabili dell’Oriente ma conservò, ancora per qualche mese, la carica carismatica di Maestro Venerabile. Chi gli subentrò nel ruolo, quest’anno, esordì sostenendo la pochezza massonica di Giovanni Bovio, che infatti non avrebbe meritato alcuna difesa. A questo proposito segnaliamo che altri ci dicono di possedere prove in merito: una missiva circostanziata inoltrata al Gran Maestro ed alle tre Logge intitolate a Giovanni Bovio, del Grande Oriente d'Italia, nei primi mesi del 2021.

Anche di tanto si informò il RSAA, ma nulla si mosse. Ed invece altre immagini ancora presero a circolare databili a epoca successiva sia ad una tornata di Collegio in cui l’attuale Grande Oratore, intervenuto appositamente, ed il presidente circoscrizionale s’erano espressi totalmente a difesa del Venerabile reo di tanta impudenza e duramente contro chi aveva osato sollevare il caso; sia ad una intervista uscita il 23 agosto 2020 del Gran Maestro rilasciata al quotidiano L’Unione Sarda in cui egli sostanzialmente dichiarava di non essere granché informato del caso. Quando invece il nostro sodalizio inoltrava, ben dieci giorni prima della sua intervista – con una operazione informatica coperta e complessa – notizia formale di quello che stava accadendo a tutte le Logge della Sardegna, a tutti i Collegi Circoscrizionali d'Italia ed a ben mirate personalità di spessore della nostra Comunione.

Tutto quanto qui riassunto è documentabile anche nel dettaglio, ripetiamo, a tua richiesta.

Ed qua torniamo al precedentemente asteriscato termine "guerriglia". Per affermare che di "guerriglia", appunto, non ci sarebbe stato bisogno se la Giustizia non si fosse chiamata a tratti "menefreghismo" a tratti "connivenza", se il bianco non si fosse chiamato nero, se – infine – il Grande Oratore fosse stato bellunese (citiamo a caso) anziché cagliaritano. E con questo crediamo di essere stati abbastanza precisi. Il resto lo lasciamo al tuo acuto discernimento.

Eccoci quindi, caro Fratello nostro e caro Professore che abbiamo potuto ascoltare più volte e leggere negli anni del servizio al GOI in quanto Grande Oratore, a parlarci di quelle "ombre" che vanno sempre portate alla luce e mai abbandonate negli "sgabuzzini" dell'inconscio personale e collettivo (come vedi ti citiamo, ricordando i tuoi ammaestramenti anche negli approfondimenti di tanti anni fa insieme a Claudio Risè) né tantomeno lasciate come mostruosità nascoste nei sotterranei delle Case massoniche, rivolgerci a te, con rispetto e molto affetto, sperando in qualche lume: è possibile che queste cose avvengano e che invece di essere sanzionate, indagate e bonificate, siano coperte così palesemente e insistentemente dai Vertici della nostra Istituzione?

La nostra militanza deve potersi esaurire nel corretto adempimento dei nostri doveri interni all’officina che ci ha accolti e istruiti e di cui, magari, siamo anche diventati ufficiali e dignitari e responsabili di qualche rilievo, o non cede in noi anche il dovere di alzare lo sguardo al contesto più largo nel quale il nostro lavoro di officina si situa, fra Oriente e Circoscrizione?

Dobbiamo chinare il capo e zittirci per tema di ritorsioni davanti alle scene di sgrammaticatura diremmo anche profana, se l’educazione, il senso del decoro, il rispetto della democrazia rappresentativa e delle istituzioni repubblicane sono “materia profana”, o dobbiamo farci pronti a pagare qualsiasi conseguenza per una protesta che mente e cuore portano e scaricano nella sede della responsabilità di più alta condivisione?

Come possiamo nutrire fiducia in Alti Dignitari che così palesemente si ostinano a non considerare la gravità di quanto occorso in questo nostro povero Oriente? Noi avremmo detto: nessuna autorità terza, il Gran Maestro è il depositario di un sapienza messa al servizio della verità. Ma noi ci siamo rivolti al Gran Maestro, e altri pure lo hanno fatto sempre richiamando e documentando i fatti scolpiti nella pietra. Ma non abbiamo mai avuto risposta, neppure una visita ispettiva magistrale. Neppure quella, benché a suo tempo promessa.

La recente balaustra del Gran Maestro, che mette in guardia rispetto a certo esasperato narcisismo che guida improprie esibizioni di Fratelli, è cosa troppo generica se riferita alla drammaticità di quanto accaduto a noi che esige pronta e larga riparazione.

Possiamo ricorrere al tuo consiglio, ad un tuo indirizzo, vorremmo anche dire al tuo incoraggiamento?

Vogliamo da ultimo ricordare le recenti parole del Fratello e SGC Leo Taroni, che in un suo recentissimo intervento ha avuto modo di sottolineare che: «Essa, la Libera Muratoria, chiede di Essere Uomini Liberi. E dal punto di vista di un Massone del Rito Scozzese Antico ed Accettato la Libertà di Espressione non è necessariamente circoscritta alla manifestazione verbale ma si concretizza nella libertà di Essere. Più esattamente è la Conoscenza e la Coscienza di Essere». Come puoi vedere siamo molto lontani dagli insulti, dalle rozzezze, dalle bassezze e dalle ignoranze che ti abbiamo appena descritto.

Abbici per quel che siamo, Fratelli di periferia ma leali, leali, leali con la coscienza e con la Istituzione.


Con il TFA, i Fratelli giustinianei riuniti nel cartello “Difesa di Bovio”



Fonte: Cartello “Difesa di Bovio”
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30 Ago 2021

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