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Redazione

Antonino Salsone vs. Giuliano Di Bernardo: tutta la qualquadra che non cosa

Redazionale

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Lo ripeteremo all’infinito, Giornalia.com è una testata di giornalismo partecipativo (https://it.wikipedia.org/wiki/Giornalismo_partecipativo) terza e indipendente rispetto alle vicende interne del Grande Oriente d’Italia. Più e più volte ci siamo dedicati ad esse, accogliendo volentieri quanto ci era trasmesso ma sempre con spirito di servizio nei confronti della verità, e di quella che ci era apparsa – almeno a noi giovani redattori – una grande e gloriosa casa del pensiero libero o del... “libero pensiero”, della moralità e dei più alti valori umani, in perfetta corrispondenza con quelli espressi in ogni suo articolo dalla Costituzione della nostra amata Repubblica.

Così, quando il notaio messinese Silverio Magno, che ringraziamo qua pubblicamente per quanto ci ha voluto riferire in privato (ma avremmo comunque preferito una sua risposta pubblica), sì è candidato alla carica di Grande Oratore sostenendo con forza l’impegno suo e dei suoi colleghi di lista contro una certa malefica mentalità mafiosa “insediatasi” nel G.O.I., ed insidiante la bella trasparenza che le Logge e i loro vertici locali e nazionali dovrebbero rivelare, avendone giusto e salutare accredito, non abbiamo avuto dubbi.

E poiché scendere in campo dalla parte giusta non è cosa della quale vergognarsi, e – ripetiamo – in coerenza con una collaudata terzietà, derivante anche da una piena estraneità associativa, con riferimento esclusivo alla superiore dignità della vita civile della nazione, che di una Massoneria costruttiva “alla risorgimentale” potrebbe avere bisogno, abbiamo mostrato una qualche convinta simpatia per le dichiarazioni che accompagnavano la lista candidata alla Gran Maestranza guidata dall’ex Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato Leo Taroni. Il quale quelle dichiarazioni aveva confermato, di recente, anche nell’occasione di una visita di più giorni in Sardegna, di cui ci sono stati trasmessi ampi stralci. Tutto quanto sulla linea di quegli stessi ideali etici che dovrebbero conformare le coscienze di ogni cittadino.

E fin qua... tutto bene. Poi, però, lo diciamo con estrema franchezza, qualcosa ci è sembrato non andare per il verso giusto. Soprattutto da un punto di vista comunicativo.

Certo, capiamo che per chi si candida alla guida della più importante e numerosa comunità massonica nazionale non sia facile affrontare certi temi, eppure questi “temi” – proprio da chi si candida alla guida della più importante e numerosa comunità massonica nazionale – andrebbero affrontati, oltre gli slogan. Peccato che molti di questi argomenti siano rimasti, invece, inevasi. Ne citiamo alcuni, sotto forma interrogativa, e questo offriamo con... amicizia critica (leale e perciò critica, disinteressata oltre ogni dire) ai massoni prossimi al voto per il rinnovo dei loro vertici nazionali: Leo Taroni, da Gran Maestro, rispetterà il dettato dell’art. 187 del Regolamento del Grande Oriente d’Italia, che prevede l’elevazione di Tavola d’Accusa, da parte del Grande Oratore, nei confronti dei “fratelli” arrestati per gravi fatti (come il concorso in associazione mafiosa)?; Si vorrà fare finalmente chiarezza, e intervenire, su quelle Logge, come la Michele Morelli di Vibo Valentia, che tanti casi hanno presentato, al loro interno, di fenomeni infiltrativi da parte della criminalità organizzata (vedi casi Licata, Tedeschi e operazione Rinascita-Scott)?; Interesserà ripristinare a Cagliari, con un provvedimento teso a recuperare l’onore di fronte ai tanti vergognosi fatti accaduti (e irresponsabilmente misconosciuti dall’attuale Gran Maestro anche in una intervista al quotidiano L'Unione Sarda), una verità che non può essere quella degli insulti indirizzati, con volgarità ingiustificatissima e demenziale, ai Presidenti Mattarella e Napolitano, all’on. Fico (del quale si pretendeva il cambio della finale del cognome), alla data “consacrata” del 25 Aprile, agli arsi vivi del porto di Beirut (da Efisio l’ignorante Venerabile seppelliti da una caffettiera Minnie fidanzata di Topolino), e ai tantissimi italiani caduti per l’epidemia COVID-19, alla stessa ritualità massonica trasformata in un gioco di pescatori, alle rappresentazioni artistiche, presenti nella casa massonica donata dal professor Racugno, di Giovanni Bovio e addirittura di quel Mazzini che la Loggia Lando Conti aveva celebrato con il canto corale dell’Inno degli italiani (presente il Gran Maestro Gustavo Raffi)?

Risposte facili da fornire – si dirà – e invece diventate come tizzoni ardenti, impossibili da maneggiare se non con i guanti di ferro. E non ne comprendiamo davvero, e sinceramente, il motivo.

La questione Di Bernardo

A fronte di tutto ciò, soprattutto negli ultimi giorni di campagna elettorale, si è voluta invece puntualizzare, scendendo persino nei dettagli storici, una vicenda molto meno attuale di quelle sopra citate, riguardante il professor Giuliano Di Bernardo, che fino a ieri tanto aveva fatto per supportare, da esterno “interessato” (e con molta più convinzione di tanti interni!), le questioni legate all’antimafia e al rilancio della Massoneria italiana, tramite proprio il candidato Leo Taroni.

L’attacco a Di Bernardo è arrivato tramite una Lettera a firma Taroni apparsa sul profilo Facebook di quest’ultimo, che invece di ringraziare il professore per quanto questi aveva fatto spontaneamente e senza barattare né prevedere contraccambio, sul fronte divulgativo, a beneficio delle ragioni e degli ideali condivisi (cioè – lo ripetiamo – antimafia, legalità, pulizia, tradizione libero-muratoria, morale ed etica), afferma, molto algidamente: 

"Quindi, se Voi Fratelli deciderete di considerarmi degno di servirVi nel prossimo quinquennio, rispetterò senza eccezione alcuna e per alcuno la Tradizione, gli Antichi Doveri, la Costituzione e il Regolamento del GOI e, infine, i deliberati della Gran Loggia, che è il Supremo Organo legislativo della Comunione, la quale si è pronunciata sull'ex Gran Maestro Giuliano Di Bernardo.
Per me, se sarò chiamato a essere il Vostro Gran Maestro, quella decisione è intangibile.
Con il Triplice Fraterno Abbraccio,
Fr. Leo Taroni"

Un inciso, da manuale tafazziano, che è suonato come uno schiaffo sonoro a colui che, ancora in questi giorni, va ripetendo di fronte ad una platea YouTube di oltre 1milione e duecentomila italiani che: «Leo Taroni è l’unico Gran Maestro in grado di salvare, dalle secche e dalle zone grigie, la Massoneria italiana».

Sarà domani da leggersi come il primo (e previsto) inciampo di Taroni, ove le urne lo proclameranno nuovo N. 1 del G.O.I.? Un Taroni preso anche lui, imprigionato addirittura, da una vulgata che non si è avuto l’intelligenza (e l’umiltà) di smascherare del tanto che l’ha costruita – così già dal 1993 – come un artificio imbroglia-tutti?

Ci permettiamo – noi che con il Grande Oriente d’Italia non abbiamo e non abbiamo mai avuto (né, crediamo, avremo) rapporti diretti – di proporre tali domande ed osservazioni perché, in questi ultimi mesi, abbiamo avuto modo di conoscere circostanze, tutte documentate da atti ufficiali, che lo storico di domani, con volontà e competenza che andranno all’incontrario della passività dei contemporanei – soddisfatti dagli slogan distribuiti come verità-francobollo a larghe mani – saprà dettagliatamente ricostruire. Restituendo onore a chi l’onore ha conservato nella propria coscienza, e perduto soltanto nella larga platea del conformismo.

La polemica con Antonino Salsone

Punto nel vivo, Giuliano Di Bernardo ha così creduto di dover replicare, argomentando, contro chi a suo avviso sta gestendo, in maniera scriteriata, la comunicazione esterna del candidato Gran Maestro. A capo della quale, a far nomi – questo lascia intendere Di Bernardo (ma confessiamolo, noi fatichiamo moltissimo a crederlo) – l’avv. Antonino Salsone, che tante volte Giornalia.com ha segnalato (e lodato) per virtù civili e familiari riconoscibilissime.


Carissimo Leo,
ferme restando le mie considerazioni su di te, che non mutano al primo stormir di foglie, soprattutto in questo momento drammatico per la Massoneria italiana, colpita al cuore dai suoi stessi vertici controiniziatici (impegnati più in operazioni immobiliari che nell’esercizio degli ammaestramenti del Tempio), ho letto con sorpresa la tua invettiva contro di me.
Eppure, mi ero espresso più volte in senso univoco ed inequivocabile, dichiarando espressamente: «Non desidero rientrare tra le Colonne del Grande Oriente d’Italia». Punto. Non vi era pertanto alcun bisogno della tua precisazione di ieri sera.
Ma essa vi è stata. Questo mi spinge a rivolgerti una domanda diretta e precisa: «Chi ha paura di me?». Hai forse tu, Leo, paura di me? Non credo. Oppure c’è qualcun altro che, nel tuo entourage, ha paura di Di Bernardo?
Mi riferiscono – proprio i tuoi – che hai affidato la gestione della tua comunicazione elettorale ad una Agenzia esterna. Di questa Agenzia farebbero parte sia Fratelli sia profani. Mi riferiscono anche che dietro questa Agenzia c’è un Avvocato calabrese che io ho più volte difeso dai nemici, tramite gli articoli di Michele Campostella, sul mio Blog. Ti domando: «Forse questo Avvocato calabrese ha paura di me?». Paura di quello che Di Bernardo rappresenta per tanti Fratelli che hanno in mente la migliore Massoneria calabrese?
Questo Avvocato calabrese ha sofferto immensamente, e a livello familiare, quanto io vado denunciando da anni. E allora? Cosa ha da temere da Di Bernardo?
Carissimo Leo, non è facile fare il Gran Maestro, e tu non lo sei ancora. Ma con la tua dichiarazione di ieri sera hai già commesso un primo passo falso – certo perdonabile – di inesperienza. Hai riferito di considerare ciò che è stato deliberato in una passata Gran Loggia come “intangibile”; permettimi, è come se un Premier si candidasse alla guida del Paese dichiarando di considerare intangibile l’operato legislativo delle Camere che ne hanno preceduto il Governo. Questa, a casa mia, si chiama “continuità”. Hai reso una dichiarazione che neppure il tuo avversario Antonio Seminario (il “Continuatore”) si è mai sognato di pensare. Te ne sei reso conto?
Oppure devo pensare che la tua dichiarazione di ieri, come dire… non sia proprio la tua, ma della Agenzia alla quale ti sei – spero solo per ora, e nella contingenza di queste Elezioni – interamente affidato.
Se fosse così non temere, ci sarebbe modo di recuperare. A patto di continuare a riporre la tua fiducia in chi ha intrapreso con te, e con sincerità, questo tuo percorso. Non per tornaconto personale, non per “studiare da Gran Maestro” durante i tuoi prossimi (eventuali) cinque anni di Mandato, ma perché sinceramente crede nei valori della pulizia, dell’onestà e dell’antimafia.
Forse, a questo punto, c’è da credere che non tutti gli espulsi meritino di rientrare nel Grande Oriente d’Italia. Certo lo meritano il prof. Bonvecchio, Esposito, Fava, Troise, Virdia… i quali sinceramente vogliono il bene del G.O.I., e non il loro piccolo spazio personale nella “stanza dei bottoni”.
Ti saluto con il mio Triplice Fraterno Abbraccio,
Giuliano Di Bernardo

A questa presa di posizione, invece di rispondere Leo Taroni, come il bon ton avrebbe suggerito, ha risposto la stessa Agenzia di comunicazione “incriminata”, tramite il Canale Telegram di Libero Muratore Channel e con il più classico “triplo salto mortale carpiato all’indietro”. Ecco il testo:

"Il prof. Di Bernardo ci ha regalato un momento di drammatica sincerità.
Dopo la lettera di Leo Taroni, che rinvia alla decisione di una gran loggia la possibile riabilitazione dell’ex gran maestro, reputando giustamente le delibere intangibili fino a decisione contraria, il prof. Di Bernardo con una lettera purtroppo piena di livore e spirito vendicativo si scaglia contro chi ha subito le peggiori ingiustizie da parte di Bisi e Seminario: Antonino Salsone.
La lettera aperta ha svelato la nota attitudine del fondatore della Gran Loggia Regolare d’Italia.
Peccato! Poteva essere un’occasione di confronto che l’ex gran maestro ha trasformato in una puerile e volgarotta vendetta.
Addebitare a Salsone i mali del GOI è quello che fanno Bisi e Seminario. Al duo adesso si è aggiunto Di Bernardo.
Interessante alleanza.
Salsone, Bonvecchio, Troise, Esposito, Busca, Filidei, Pica, Del Bo e molti altri meritano di rientrare. Punto. È una questione di libertà ed etica.
Di Bernardo si metta il cuore in pace e ci lasci liberi dal suo inutile narcisismo che ha un insopportabile odore di stantio."

Ma non era stato detto, la sera prima, che Leo Taroni sarebbe stato il garante “irremovibile” di quella decisione della Gran Loggia che ora diventa “il rinvio alla decisione di una Gran Loggia successiva”? Ed inoltre: sono proprio sicuri Leo Taroni e l'Agenzia di comunicazione fiduciaria che ne gestisce l’“immagine”, che i discorsi portati avanti da Giuliano Di Bernardo abbiano un "insopportabile odore di stantio"?

Antonino Salsone ritiene anche lui che le riflessioni di Di Bernardo siano “stantie”?

Si legga l’articolo che segue e se ne mediti, con sana critica, il contenuto:








Alla vigilia del voto per il rinnovo del vertice della Massoneria che fu di quei tanti umanisti e democratici che nel post-risorgimento e nell’antifascismo liberale e socialista lasciarono chiara traccia della loro testimonianza civile, abbiamo voluto soltanto offrire elementi di riflessione a chi legge le pagine di Giornalia.com

Le nostre impressioni

Questa incredibile vicenda ci sembra uscita da un libro di Franz Kafka, lo scrittore dell’assurdo e dell’incomprensibile. A meno che...

Giornalia.com si interroga se un futuro Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia abbia davvero bisogno di un’“Agenzia di comunicazione” che ne curi le dichiarazioni e l’“immagine” esterna. 

Anche perché, chinato dietro questa “Agenzia”, potrebbe celarsi invece il progetto di un’Opa su Villa il Vascello; con una situazione che sotto ogni profilo sarebbe opaca, e dunque contraddittoria rispetto alle promesse di trasparenza formulate dal candidato Leo Taroni.

Domandiamo ancora: tale “Agenzia di comunicazione”, composta da “fratelli” e “profani”, sulla base di quale affidamento opererebbe? E ancora, sulla base di quali compensi (a carico completo della Fratellanza) si svilupperà l’eventuale contrattualizzazione di questa collaborazione?

Per dirla tutta: in caso di vittoria di Leo Taroni, in mano a quali interessi cadrà il Grande Oriente d’Italia?

Nelle mani di quelli dell’antimafia e della legalità, ben espressi infinite volte dal candidato Grande Oratore Silverio Magno, oppure nelle grinfie di quelli di un’“Agenzia esterna” dai connotati non chiari, potenzialmente replica di quegli elementi di malgoverno da molti imputati all’attuale Gran Maestranza?

Indirizziamo questa domanda al nostro interlocutore (per adesso privato) Silverio Magno, e attendiamo da lui una risposta.

Con la preghiera che stavolta essa possa essere pubblica, a beneficio dei quasi 23mila “fratelli” del Grande Oriente d’Italia e dell’opinione pubblica nazionale.

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