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Giornalia

CARO MATURANDO OCCHIO AL SAMURAI E LIBERA QUEL GIGANTE CHE SONNECCHIA DENTRO DI TE

di Bernardo De Muro

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Pubblico con particolare piacere questo contributo del caro amico Bernardo De Muro, intellettuale, scrittore, saggista, poeta e drammaturgo, ma prima di ogni altra cosa cultore della parola, alla quale ha dedicato buona parte della sua vita e del suo lavoro di studioso e di formatore.

Cagliaritano di nascita e tempiese d'origine, il professor De Muro è da oltre cinquant'anni tra i più appassionati interpreti e divulgatori dell'arte oratoria, antica e moderna: ha tenuto 450 seminari in tutta Italia, per gli studenti, universitari, professionisti e manager, mettendo al centro della sua ricerca e del suo impegno culturale la capacità di comunicare, l'uso consapevole del linguaggio e la forza educativa della parola didattico pedagogico educativa.

Docente di Retorica, da giornalista pubblicista, ha curato programmi per la Rai e ha firmato una produzione molto ampia, che spazia dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia al teatro. A una vita spesa così, per la cultura e per la formazione dei più giovani, è arrivato nel 2025 un riconoscimento di grande rilievo, quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha conferito "motu proprio" l'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana; una decisione partita direttamente dal Capo dello Stato, e che proprio per questo pesa ancora di più, perché premia un percorso culturale ed educativo costruito in decenni di lavoro. Nelle motivazioni compare - non credo sia un caso - una parola a cui De Muro tiene in modo particolare, "Maestro".


Ed è il maestro, prima ancora dello studioso, a venire fuori dalle righe dell'articolo che oggi ospitiamo, nel quale De Muro si rivolge ai ragazzi che hanno appena cominciato l'anno della maturità senza fermarsi ai consigli ma attingendo a degli strumenti su come affrontare un esame, perché parla loro di metodo e di curiosità, di coraggio e di disciplina, di creatività e di fiducia nei propri mezzi, fino a invitarli a cercare e a liberare quel "gigante" che ciascuno custodisce dentro di sé.

Per tutte queste ragioni tutta la redazione di Giornalia accoglie con sincero piacere il contributo di Bernardo De Muro, con l'augurio che questo articolo non resti un episodio isolato, perché una voce come la sua, forte di una lunga esperienza culturale ed educativa, ancora capace di guardare con curiosità alle nuove generazioni, possa arricchire queste pagine e offrire ai nostri lettori nuove occasioni di riflessione.

__A.G.P.__



È tempo di raccolto. Soffermati un istante. Chiedi al tempo di lasciare libero uno spazio tutto per te. Più avanti incontrerai qualcosa che fa al caso tuo, una finestra di buona luce. La lunga semina dei tuoi studi sta per concludersi: la maturità è la tua meta, il tuo orizzonte per andare oltre le scuole superiori. L’anno scolastico è iniziato. I mesi volano più rapidi del tuo cellulare. Fai un ampio respiro e sottovoce ti dirai: “Io mi voglio bene!” e tienilo per te. E allora fatti coraggioso, cogli la tua più forte volontà, attimo dopo attimo, giorno dopo giorno. Coccola teneramente il tuo anno di maturità, con la preparazione, il metodo, l’osservazione, il rendimento e quel ‘senso personale’ della scuola che negli anni hai accumulato. Non sarà mai l’ombra nascosta della sorte a pregiudicare il tuo credito di studente. Libera quel gigante che sonnecchia dentro di te. Sfidati, fino all’ultima goccia: soltanto così si vince. C’è una indovinata legge orientale sul samurai: far arrivare la freccia al bersaglio identificandosi col bersaglio, in linea retta. E il samurai farà centro.

Ti chiederai perché sollecitarti oggi, a distanza di nove mesi dagli esami di maturità. L’intento è semplice: raggiungere l’obiettivo osservando le alte cime di montagna e le azzurre onde. Respirerai aria buona, che ritempra.

Viviamo un tempo frastornante, confuso, e la società si trova nel suo frenetico e dolorante correre nel contendere. Trova dentro di te il giusto equilibrio, l’ottimismo e quel senso del ‘vivere’ la tua giovinezza col trionfo d’una maturità consapevole. Per come sta andando il mondo, ti senti disorientato, scoraggiato, forse smarrito, non del tutto protetto da quella scuola che fino a oggi ti ha formato nel disorientante gioco della vita, nelle sue dinamiche che fuggono e sfuggono. Ora è la tua “maturità” che deve aiutarti nelle scelte future e su come avviare il tuo cammino. Occorre stringere i tempi, leggere in te stesso, cogliere il possibile dato positivo delle cose, mirare alla concretezza e investire sulla responsabilità dell’essere studenti, che alla fine ripaga e fa sentire orgogliosi.

La mia lunga frequentazione con voi studenti sprona anche me nel proporvi un seme di speranza, quel ramo e quelle fresche, vibranti foglie che alleggeriscono e portano a ciò che è utile raggiungere in vista degli esami con l’intento di perseguire risultati concreti e misurabili. Ci sarà una materia sulla quale avrai messo in gioco tutte le tue risorse e magari in altre un po’ meno. Arrivare alla maturità significa completare il cerchio della conoscenza e del sapere dove ogni disciplina ha la sua peculiarità, la sua importanza, il suo valore. Ma c’è ancora del tempo per innalzare l’asticella della tua preparazione e giungere al giorno degli esami con maggior slancio e ottimismo. C’è più di un segreto che potrebbe giovarti: solleva lo sguardo, fatti più curioso, entra nei dettagli, leggi buoni libri, ascolta della buona musica, fai lunghe camminate – adesso che si può fare! – raggiungi un bosco, una rigogliosa valle, lungo il mare o anche in un luogo da conquistare con i tuoi passi. Osserva ciò che la natura ti ha donato, e continua a farlo, con la sua bellezza e i suoi colori, ma non limitarti a guardare solo con gli occhi. Fai in modo che siano gli “occhi della mente” a cogliere quel frammento che ti affascina, pronto a liberare il gigante ben custodito in te, che ancora sonnecchia e che forse non ti sei ancora accorto di possedere. Ecco il samurai!


Fai crescere un desiderato seme, dagli tempi e acqua: quel “seme” che cresce sei tu. E ora, andiamo sul pratico: dotati di un comodo strumento a dieci facce: dieci coni colorati che tu stesso puoi realizzare: uno per ogni funzione, con l’obiettivo di dare smalto, luci e voto consistente alla tua prova di italiano. Sveliamo l’arcano. Partiamo dal non colore: il nero. Il “Nero”, ombra della parola e del linguaggio, azzera tutto ciò che non è utile: frasi fatte, stereotipi, ridondanze, ripetitività, luoghi comuni. Il “Giallo” informa, specifica, documenta. Il “Blu” è l’area del metodo: riflessione, verifica, fermezza. Il “Rosso” è il pathos, la passione, il coraggio, il dinamismo, il muoversi delle acque, il timbro che accende le idee. Il “Verde” rappresenta la creatività e quindi la natura, il far nascere idee originali e insolite che catturino anche ‘quel’ vostro insegnante che ritenete arido, pur solido nella preparazione. Il “Fucsia” è la grande idea luminosa, il faro, l’ottava nota, una sorta di freccia del samurai: nel vostro tema di italiano sarà l’incipit, la prima frase dominante, di grande momento, che stimoli, motivi, orienti, affascini, e che potrebbe pure concludere il vostro componimento. “Azzurro” è la leggerezza, la linea narrativa che si sviluppa con semplicità, sobrietà e chiarezza, evitando l’eccesso di aggettivi, avverbi (sulla leggerezza, vai a leggerti le “Lezioni americane” di Italo Calvino, fondamentali per la prova di italiano, e non solo). Il “Celeste” è la calma interiore, il dominio di sé, ovvero le pause, i silenzi, la quiete che facilitano l’auto controllo. L’Aurum: l’Oro, l’obiettivo alto e riconoscibile, l’idea centrale che arricchisce metodo di scrittura e oralità. Infine la chiarità e la luce. Il “Bianco”, somma dei colori dell’iride, la suprema sintesi, il “la” (in un’orchestra, con l’oboe) che nell’eseguire, all’unisono, il tuo capolavoro, sarà la stesura e la messa a punto del compito di italiano che lascerà memoria. Avrai cura nei gesti: misurati, appropriati, credibili. In questo modo assumerai un leggero sorriso di sicurezza interiore nel procedere agli orali. Tutto questo avviene quando ogni colore è portato al massimo della propria competenza, del proprio valore, come simboli e metafore che allargano sguardo e scenario.

Sii nestoriano: Nestore, stratega dell’Iliade, sapeva come governare una battaglia e una guerra e come disporre gli uomini con la tattica giusta: i più validi e coraggiosi davanti e altrettanto nelle retrovie. Nel tema di italiano ripensa ad un incipit originale e forte, che colpisca e sorprenda; e fai altrettanto con la conclusione. Per la tua idea-principe metti insieme tutto questo – unendo fantasia, immaginazione, creatività e ragione, e qualcosa di buono scaturirà dal tuo rinnovato pensiero e dalla tua ariosa penna con i preziosi, dorati segni. Incanterai l’intera Commissione giudicante, che in te vedrà il “volto della Maturità”.

Fonte: Bernardo De Muro
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