Franco Meloni

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Cattolici e impegno In Politica. Riflessioni in margine a un Convegno romano.

Cattolici e impegno in Politica, ma non c'è bisogno di un nuovo partito cattolico

Cattolici e impegno In Politica. Riflessioni sul Convegno di Politica Insieme tenutosi a Roma il 3 luglio 201

di Franco Meloni

Perché i cattolici tornino a fare Politica, quella con la P maiuscola che riesca davvero a migliorare la società italiana – come auspicano Papa Francesco e la Cei – non c’è bisogno di creare un “nuovo partito cattolico”. E neppure di inventarsi chissà che. Occorre mettere meglio a sistema le tantissime buone iniziative che già le diverse organizzazioni di ispirazione cristiana (e non solo) fanno nelle pratiche quotidiane, spesso silenziose, in un comune contesto di valori (per noi “cristiani”, per altri solo “laici”) e farle crescere fino a diventare programmi politici, dando pertanto ad esse la forza di coinvolgere maggiormente le Istituzioni, migliorandone la qualità. È quanto in sostanza emerge dal Convegno organizzato dalla rivista online “Politica Insieme” il 3 luglio a Roma. Tra la relazione introduttiva tenuta da Stefano Zamagni e le conclusioni di Leonardo Becchetti, una serie di interventi sull’impegno necessario ad affrontare le diverse tematiche, che riprendiamo dalla sintesi fatta da Domenico Galbiati su Politicainsieme.it: “Da una nuova stagione di diritti sociali che coincidono, del resto, con la stessa questione democratica che richiama le questione delle istituzioni, delle autonomie locali e della Giustizia ; ai temi del “terzo settore” e dell’economia civile; dalle politiche del lavoro esposto alle mutazioni attese dal fronte delle nuove tecnologie; da una revisione profonda del sistema scolastico-formativo da orientare, anzitutto, verso il primato in sé della funzione educativa; dalla crescita esponenziale delle sfide aperte nel campo della comunicazione; dalle provocazioni etiche della ricerca bio-medica e delle pervasive biotecnologie che ne derivano fino alla necessità di conoscere a fondo e padroneggiare la struttura del bilancio dello Stato per una adeguata gestione delle risorse in funzioni di indirizzi di sviluppo assunti consapevolmente, piuttosto che imposti dalle tensione del momento. Senza dimenticare una indicazione precisa per un sistema elettorale a forte impronta proporzionale che consenta effettivamente alla pluralità di presenze sociali di indirizzi culturali attivi nel Paese di sentirsi inclusi, attraverso una trasparente rappresentanza parlamentare [discorso analogo per le Regioni e gli Enti locali] nelle dinamiche della nostra convivenza civile e democratica”. 

Perché queste tematiche siano affrontate, sviluppate e trasformate in “programmi politici” si ha necessità di un aumento significativo della partecipazione popolare, tale che si possano coinvolgere molti in un lavoro comune “non solo rivolto ai credenti, ma a tutti gli uomini di buona volontà che nei valori del cristianesimo ravvisano le ragioni di un arricchimento straordinario di tutto ciò che è più autenticamente umano”.

Nutriamo pertanto grande fiducia su questa ed altre iniziative purché dalle importanti e positive riflessioni convegnistiche si passi a costruire una vera e propria rete, i cui nodi sono costituiti dalle numerose organizzazioni qui richiamate, e che, come auspicato, si passi dalle parole ai fatti.

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Articolo pubblicato anche su Nuovo Cammino, periodico della Diocesi di Ales-Terralba N.13 di domenica 14 luglio 2019.


Fonte: Aladinpensiero online
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