Gianfranco Murtas

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Con la torcia in mano, io cerco

di Angelo Pittau
Nei giorni penosi della settimana santa, mentre brucia Notre Dame, don Angelo Pittau presbitero villacidrese e cittadino del mondo (vietnamita, honduregno e africano, ma elettivamente anche francese come prete operaio, in gioventù con i Piccoli Fratelli, a Marsiglia e a Lione), reca in mano una torcia: non è la luce soffocante del tragico fuoco distruttore a rivelargli la Presenza che cerca, è piuttosto la fatica del suo andare nel buio delle contraddizioni personali e sociali appena rischiarato dalla torcia che è insieme necessità e volontà... (gf.m.)


Nel silenzio della sera

Che si fa notte

La sera a Betania

Con Marta, Maria e Lazzaro

Il profumo del nardo prezioso

Ci avvolge

Profumo mistero dell’oriente


Mentre le lampade del tempio

Illuminano l’attesa della Pasqua brucia la cattedrale di Notre Dame

Rifugio mistico

Del mio errare giovane

Respiro del mio vivere

In cerca di pace


Questa sera

Anticipo del giovedì santo

Ritorna brivido

Il tradimento di Giuda

E si fa notte


Le torce degli sbirri

Offendono il buio dell’orto degli ulivi

Allungo o le ombre

Ad avvolgere Gesù steso

Sulla roccia


Chi cercate?


Io cerco Te Signore

Il tuo volto io cerco

Insanguinato

Per le ferite delle spine. 

Il tuo volto io cerco

Luminoso

Che apparve a Maria nell’orto

La mattina della Risurrezione


Con Maria mi getto ai tuoi piedi

Rabbuni


Amico e fratello

Auguro buona Pasqua

Agli amici e fratelli

Incontrati nei sentieri della vita.



Fonte: Gianfranco Murtas, Angelo Pittau; immagine corriere della sera
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