Antonella Soddu

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  Politica

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Crisi di politica e rilancio del Psi. Intervista al Segretario Nazionale del PSI Enzo Maraio.

" I socialisti sono in campo, vivi e vegeti. Con la forza dell'esperienza di ieri, con la visione prospettica lunga del domani. "


Di Antonella Soddu

L’odierna crisi extraparlamentare richiede che sulla stessa i cittadini abbiano a sentire più voci coinvolte possibili. Gli spazzi concessi ai partiti e ai movimenti politici, spesso non sono equamente distribuiti generando talvolta un’informazione politica monca di contenuti. Attraverso i microfoni di Radio Luna Carbonia, abbiamo voluto in un certo qual modo provare per un attimo a ristabilire gli equilibri invitando il Segretario Nazionale del Partito Socialista italiano, Enzo Maraio a parlaci e raccontarci il punto di vista e la linea politica del partito da lui oggi guidato. Con lui abbiamo parlato appunto, della attuale crisi, delle prospettive e degli scenari futuri e dell’assetto del Psi stesso.

Segretario, siamo probabilmente difronte una crisi di Governo anomala tanto quanto è stata ed è lo stesso Governo nato dal contratto Lega/5s. Una crisi extraparlamentare. Come vede il PSI quello che sta accadendo oggi nel Paese?

“Sicuramente hanno creato una grande confusione. La stessa che si registra da quando si è insediato questo Governo anomalo. E’ doveroso ricordare che le elezioni dello scorso anno non hanno dato una maggioranza. Si è venuta a creare questa maggioranza anomala che ha determinato un Governo ibrido cinque stelle – lega (Governo Giallo/Verde). Una confusione che stiamo registrando oggi con questa crisi di Governo molto particolare, molto strana. Forse è la prima volta che in Italia abbiamo una crisi nella quale è l’alleato di Governo, abbandona il Governo attraverso la stampa, attraverso le telecamere. Lo fa senza dimettersi né lui personalmente (Salvini) né i ministri stessi della Lega. Poi si è tentata di condurla in Parlamento – il 20 e il 21 agosto c’è l’audizione per le comunicazioni del Presidente Conte alle Camere. E’ sicuramente una grande confusione che non fa bene all’ Italia e rende evidente la precarietà di questo Governo che noi da qualche tempo stiamo contestando poiché Governo che non ha fatto fare grandi passi avanti al Paese, ma, solo passi indietro sull’economia, su tanti altri temi come l’ immigrazione, alla sicurezza, il lavoro. Sta creando solo paura e terrore nel popolo italiano. Dopodiché la nostra posizione è molto chiara; se c’è una maggioranza parlamentare che può costruirsi per risolvere la crisi, noi riconosciamo il Presidente Mattarella come unica figura di grande garanzia. E’ giusto andare avanti - non a nuove elezioni – con un Governo di lungo respiro, non un governicchio fatto non di prospettiva appunto. Altrimenti si vada alle urne. Questa la nostra posizione. Poi è chiaro che dopo l’anomalia della crisi potrebbe addirittura riservarci la sorpresa che il venti e il ventuno nella parlamentarizzazione della crisi, potrebbe addirittura rimettersi perché, la marcia indietro di Salvini degli ultimi giorni e la resistenza da parte dei cinque stelle non ci fanno capire bene che cosa sta accadendo. In ogni caso, se vanno a casa, è meglio.”

Qualcuno nei giorni scorsi – già prima che Salvini facesse quel mezzo passo indietro di cui oggi parlano tutti giornali – aveva ventilato l’ipotesi che tutto si sarebbe risolto con la marcia indietro di Salvini. I cinque stelle pare respingano questa ipotesi. Sorge un dubbio che sottoponiamo al Segretario Maraio – “Potrebbe esser che questa crisi extraparlamentare sia stata costruita appositamente per sviare l’attenzione da alcuni punti caldi d’interesse della Lega quali per esempio, il caso Siri e/o perché comunque la lega punta al rimpasto di Governo con la rimozione dei Ministri Trenta, Toninelli e Tria ?”

“La lettura è molto più semplice nel senso che, c’è un paradosso di fondo; c’è un Governo che è a maggioranza cinque stelle che però oggi, dopo le elezione europee, fa registrare una maggioranza per la lega ed è chiaro che questa ha provato ad aprire la crisi per andare al voto e capitalizzare subito, anche all’ interno della rappresentanza parlamentare, quello che è il risultato elettorale che dovrebbe premiarla secondo i sondaggi e il risultato delle europee. Dal punto di vista tematico, a mio giudizio anche perché hanno retto per un anno dicendo tutto e il contrario di tutto per poi trovare sintesi all’ultimo secondo, posizione mediatiche che non ha fatto bene la paese su tutti gli argomenti. Quindi, non darei questa lettura di merito politica ma semplicemente un tentativo di Salvini di capitalizzare il risultato elettorale. Per fortuna siamo una Repubblica Parlamentare e aldilà dei social, aldilà di quello che si pensa di fare, esiste nel nostro ordinamento costituzionale una figura di garanzia che è il Presidente della Repubblica Mattarella, esistono le due Camere e lì che deve trasferirsi la crisi e sempre lì che registreremo che cosa succede. Io francamente, davvero, difronte a questa follia estiva non riesco a fare una previsione. Può accadere di tutto; che si ricompattano, che non si ricompattano, un tentativo da parte di Conte di mettere in campo un nuovo Governo e non escludo nuove elezione qualora non si dovesse trovare una quadra in una maggioranza parlamentare nuova. Ripeto secondo me sono solo logiche tattiche da parte di Salvini per capitalizzare i consensi attuali e di un freno al voto da parte dei 5S che oggi non sarebbero premiati dal voto. Poi è chiaro che tutte le contraddizioni, rimpasto e altre questioni, le abbiamo sempre contestate e continueremmo a farlo. Questo è il peggior Governo degli ultimi decenni. Un Governo che non fa passi avanti e fa solo passi indietro. Ha elemosinato attraverso il reddito di cittadinanza l’assistenzialismo e il ritorno al sud dell’assistenzialismo, la clientela. Questo non ci appartiene, non c’è una prospettiva, non c’è una lungimiranza sul lavoro, sui giovani, sul sud, rapporti con il nord. Non c’è il rispetto delle istituzioni, davvero francamente il nostro giudizio è del tutto negativo e ci auguriamo che questa maggioranza salti. Possiamo soltanto auspicare ciò che vogliamo fare. Se poi la maggioranza salta e dobbiamo andare a nuova consultazione elettorale, dobbiamo dichiararci pronti perché io sono della linea che Salvini va combattuto non con alchimie interne al Parlamento ma alle urne. E per farlo occorre che il centro sinistra faccia un salto di qualità che per onestà intellettuale fino a oggi non ha fatto.”.

Un tema molto delicato e di grande attualità quello inerente il salto di qualità che il centro sinistra dovrebbe fare e che fin oggi non ha fatto e che probabilmente ha generato quello che è oggi il concento elettorale a Salvini più che ai cinque stelle. Quindi ci pare di aver inteso che la posizione del PSI è di rimettersi – giustamente – alle decisione del PdR. Altro tema è quello che riguarda il voto della quarta lettura della riforma che prevede la riduzione del numero dei Parlamentari. Tema ricorrente che molti connettono a una propaganda di dietrologia del m5s, e comunque abbiamo già affrontato con il dibattito, ella riforma del Titolo V della Costituzione bocciata al referendum del 4 dicembre 2016 ma, si può andare a votare in queste condizioni e senza una legge elettorale congrua al nuovo assetto delle due Camere?

“Assolutamente no. E la risposta è molto semplice, nel momento in cui dovesse esser approvato alla Camera (il voto è calendarizzato per la quarta e definitiva lettura il 22 agosto) è chiaro che andrà rivisitata la legge elettorale in virtù nel nuovo numero dei parlamentari che dovremmo eleggere salvo che, siccome siamo in una posizione anomala, si possa decidere che questo taglio dei Parlamentari si fa dalla legislatura successiva e questo salverebbe, o potrebbe salvare, la legge elettorale nel senso che, si approva una riforma che parte dalla legislatura successiva con questo garantendo la stessa legge elettorale per elezioni immediate. Quindi, capisce bene, siamo difronte a una confusione totale, dove non si capisce bene quali sono gli eventi. Io sull’argomento mi permetto di dire che mi sottraggo totalmente al populismo di chi ritiene che la riduzione del numero dei Parlamentari si a necessaria per risolvere le questioni economiche del Paese. Questo è un taglio alla rappresentanza, bisogna stare attenti e oculati. Io ho votato sì al Referendum del 4 dicembre proprio perché ritengo che ci sia bisogno di una rivisitazione dell’ordinamento costituzionale nel rapporto tra le Regioni e lo Stato. Forse due Camere sono eccessive, probabilmente occorre velocizzare i tempi, sburocratizzare le iniziative legislative in Parlamento però, se mi viene proposta la riduzione dei Parlamentari come la panacea di tutti i mali economici perché bisogna distruggere la politica, le rappresentanze per dare slancio all’ Italia, non ci sto e mi dichiaro contrario al populismo di chi ritiene che questa sia un iniziativa atta a restituire lustro alle casse dello Stato. Non è cosi.”

Il Partito Socialista è stato protagonista nel bene e nel male della politica degli ottanta, un partito dalla lunga storia, il più vecchio partito presente oggi in Parlamento che però i numeri attuali ci mostrano in evidente affanno. Uno dei problemi spesso collegati al PSI è quello legato la questione della poca visibilità che perdura da tanto e sembra non riuscire a trovare sbocco. Qui in Sardegna, in particolare, il problema è sentito ancora più forte e probabilmente si ascrive non solo alla questione di visibilità mediatica quanto piuttosto all’assenza del partito nei territori. A ogni appuntamento elettorale non si riesce a capire, dove sia il partito socialista, non c’è, non si vede… Lei oggi ha il ruolo di segretario Nazionale del PSI, cosa pensa di fare oggi per riportare a galla il partito?

“Quello che accade al Psi oggi accade a tutti i piccoli partiti presenti e/o non in Parlamento. C’è un sistema di comunicazione che evidentemente prevede la concessione di spazio a partiti che sono più evidentemente corposi a differenza di quanto, accadeva in passato. E’ una diretta conseguenza dell’errore commesso in Italia di inseguire a tutti i costi, il maggioritario. Quindi di mettere in campo un bipolarismo diventato tripolare con l’avvento dei cinque stelle o con il maggioritario che ha portato addirittura a immaginare l’ italia, un Paese dove potesse affermarsi il bipartitismo- ricordiamo bene Prodi con il PD e Berlusconi con il centro destra. Messo in soffitta questo tentativo superato dall’avvento dei cinque stelle, oggi io credo che l’ Italia prima ritorni a ragionare in un ipotesi proporzionale - l’ Italia non è sicuramente un Paese nel quale le piccole minoranze non possono avere una rappresentanza – e mi auguro che una legge elettorale prossima sia messa in grado di dare rappresentanza a tutti. Basta con questi sbarramenti che null’altro fanno se non costringere partiti storici, che hanno delle ideologie che potrebbero dare una mano alla gestione di questo Paese, a stare in disparte. Ciò detto, è chiaro la nostra visibilità è commisurata alla nostra rappresentanza, alla forza che noi riusciamo a mettere. C’è un ostracismo della comunicazione e noi dobbiamo fare il salto di qualità. E qui viene il congresso straordinario del marzo scorso con la mia elezione, con un rinnovamento di metodo e di rappresentanza che abbiamo messo in campo all’interno del partito per provare a dare gambe nuove a un Partito che ha fatto la storia dell’ Italia e che troppo spesso nei dirigenti ha visto il torcicollo. Io lo definisco cosi, i nostri dirigenti guardano indietro, al 15%, Craxi, quando riuscivamo a esser presenti e determinanti e portammo l’ ITALIA con il nostro Governo a esser la quinta potenza economica al mondo. Oggi il salto di qualità è guardare avanti; noi dobbiamo declinare il nostro panteon e tutte le conquiste che abbiamo fatto però, con un linguaggio nuovo, una comunicazione e soprattutto con i problemi di oggi guardando avanti. Se noi riusciamo a fare questo salto di qualità saremmo competitivi come partito e a ricavarci lo spazio nella comunicazione. La ricetta qual è? Noi stiamo lavorando per mettere in evidenza il fatto che occorre una politica lungimirante modello Andalusia /Spagna. Una Regione che venti anni fa non era conosciuta e che invece oggi, diciamo, è una delle Regioni dal punto di vista del terziario avanzato, del turismo, dell’ enogastronomia e dall’agricoltura, più importanti e fiore all’ occhiello per l’ Europa. Quindi dobbiamo utilizzare bene i fondi europei che abbiamo a disposizione, interrompere questa logica del dominio tra nord e sud quindi, autonomia differenziata. Attenzione, va bene la sfida dell’ efficienza ma anche mettere in campo la solidarietà tra Regioni. Poi occorre cominciare a ragione non a medio termine ma lungo termine. Dobbiamo abituarci non più a guardare alla politica per avere il titolone il giorno dopo sui giornali ma guardando più avanti a dieci anni, a venti anni, etc. Se noi ridiamo speranza al popolo italiano allora ci ritaglieremmo il nostro spazio e il PSI tornerà centrale in questa logica nuova. Poi bisogna interrompere litigi che stanno a sinistra. La sinistra è imperversata nella storia e ancora oggi dai litigi. Quando va al Governo invece di fare quello che ha promesso litiga poi va a casa. Da questo punto di vista io credo che una proposta seria e sulla quale stiamo lavorando e che presenteremmo a settembre nel corso della nostra festa nazionale. Elaboreremo delle proposte, un piano per il lavoro – l’ Italia ne ha bisogno – perché con quota 100, i pensionamenti, abbiamo una PA messa in grande difficoltà e nessuno ne parla. Si preferisce spendere soldi per fare reddito di cittadinanza che non da prospettiva e speranza alle persone. Concludo, oggi siamo al cospetto di un elettorato che è mobile, versatile. Chi vota oggi a destra, può votare contestualmente a sinistra per le comunali e le regionali. Faccio l’esempio di Bari, nello stesso giorno, il 75% ha votato per il Sindaco De Caro (centro sinistra) e contemporaneamente il centro destra ha vinto per le europee. Quindi significa che la gente vota seguendo quella che è la speranza che un partito riesce a registrare. Quindi dal mio punto di vista se noi riusciamo a intercettare questo, recupereremo. Salvini ha preso la LEGA al 2,3/3 % e la ha portata oggi a quasi 40%. Io non voglio prendere Salvini come modello perché non mi appartiene però, la speranza di dire che il partito più antico della storia d’ Italia presente in parlamento oggi, che ha un ideologia forte, che ha contribuito alla modernizzazione dell’ Italia, davvero considero possibile la sfida aperta per recuperare il nostro spazio e passare dall’ 1% di oggi a qualche percentuale più alta. Occorre tempo, fatica, lavoro ma ci riusciremmo.

Insomma, in conclusione i socialisti sono in campo, vivi e vegeti. Con la forza dell'esperienza di ieri, con la visione prospettica lunga del domani. Tradizione e modernità, il coraggio di dare gambe a quella sfida che tutta la sinistra europea ha sembra aver dimenticato di affrontare.





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