Fraternità nei luoghi di lavoro: il Cnel spinge per un nuovo modello di inclusione
La proposta di legge valorizza dignità, pari opportunità e mentoring intergenerazionale, con attenzione a micro e piccole imprese.

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) ha presentato un disegno di legge che mira a valorizzare la fraternità umana nei luoghi di lavoro. L’iniziativa, discussa in Commissione Lavoro della Camera, si propone di trasformare gli ambienti professionali in spazi più inclusivi, partecipativi e attenti al benessere delle persone.
La centralità della dignità umana
Al cuore della proposta c’è la dignità della persona, considerata il principio guida per ripensare le relazioni industriali. Il Cnel individua nella contrattazione collettiva aziendale e territoriale lo strumento privilegiato per introdurre misure innovative: dalla partecipazione dei lavoratori alle pari opportunità, dalla tutela delle fasce più vulnerabili alla conciliazione tra vita privata e professionale, fino all’equità retributiva.
Mentoring e valorizzazione delle competenze
Un punto particolarmente rilevante riguarda i lavoratori più esposti al rischio di esclusione e quelli meno giovani. Per loro si propone di rendere strutturali, attraverso i contratti collettivi, percorsi di mentoring e reverse mentoring. L’obiettivo è favorire il trasferimento intergenerazionale delle competenze, creando un dialogo costruttivo tra chi ha esperienza e chi porta nuove prospettive.
Premi di risultato e riconoscimenti non economici
Il documento suggerisce anche di ampliare la disciplina fiscale sui premi di risultato. Oltre agli indicatori economici, si vorrebbe includere parametri che misurino la qualità dell’ecosistema aziendale e delle relazioni industriali, premiando le imprese che investono nel benessere organizzativo. Non solo incentivi economici, ma anche forme di premialità simbolica per le aziende che adottano sistemi avanzati di gestione coerenti con i principi del disegno di legge.
Coordinamento e lotta al dumping contrattuale
Il Consiglio richiama l’esigenza di garantire un coordinamento con la normativa già in vigore e di valorizzare i contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni più rappresentative. Questo per contrastare il fenomeno del dumping contrattuale, che rischia di indebolire i diritti dei lavoratori e creare disparità tra imprese.
Attenzione alle micro e piccole imprese
Un capitolo importante è dedicato alle micro e piccole imprese, spesso penalizzate dalla complessità burocratica. Per loro il Cnel propone strumenti semplificati che rendano concretamente applicabili le misure previste dal disegno di legge, così da garantire che anche le realtà più piccole possano contribuire a costruire un modello di lavoro inclusivo e sostenibile.
Un cambio di paradigma
In definitiva, la proposta del Cnel non si limita a introdurre nuove regole, ma invita a un cambio di paradigma: il lavoro non come semplice prestazione economica, ma come spazio di crescita personale e collettiva. La fraternità diventa così un valore da tradurre in pratiche concrete, capaci di rafforzare la coesione sociale e migliorare la qualità della vita lavorativa.
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