Antonella Soddu

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GIORGETTI: "IL PARLAMENTO NON CONTA PIU' NULLA. SBAGLIATO DIFENDERE QUESTO FETICCIO".

le sconcertanti affermazioni di Giancarlo Giorgetti al Meeting di Rimini.

di Antonella Soddu

Il Paese sta attraversando un periodo di forte “stato confusionale”; dopo le consultazioni con il Presidente Mattarella la decisione di quest’ultimo di concedere alle forze presenti in Parlamento, ancora qualche giorno. Poi sarà lui a prendere una decisione per risolvere la crisi. Ora partendo da uno dei 10 punti che il movimento cinque stelle ha posto sul tavolo dell’interlocuzione con il PD, quello relativo la riforma costituzionale che prevede la riduzione del numero dei Parlamentari, sovviene di fare una riflessione. Il Movimento della Casaleggio & Associati ha fatto capire che tra i punti su cui si può trattare, questo è insormontabile. Il Pd d’altra parte non si tira indietro; d’altra parte ci aveva provato con la riforma Renzi – Boschi, nonostante questa avesse un altro modello di riforma dell’architettura dello Stato. Ciò nonostante ribadisce la necessità di agire in parallelo con una legge elettorale altrimenti questo “taglio” non andrà a funzionare. Il M5S s’intestardisce su questo argomento insistendo sulla questione “risparmio che porti respiro alle casse dello Stato”. Tale risparmio diverrebbe irrilevante ancor quando resterebbe, per esempio, sempre in piedi la questione riguardante i costi dei collaboratori degli uffici dei parlamentari. Aldilà di tutto però, c’è un'altra questione che merita di esser portata a rilievo; quella del disegno di Casaleggio riguardante il superamento stesso del Parlamento. Vanno ricordate a tal proposito, le dichiarazioni del 23 Luglio 2018 di Davide Casaleggio - “Tra qualche lustro faremo a meno pure del Parlamento. Oggi grazie alla Rete e alle tecnologie, esistono strumenti di partecipazione decisamente più democratici ed efficaci in termini di rappresentatività popolare di qualunque modello di governo novecentesco. Il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile. Ci sarebbe e ci sarebbe con il suo primitivo e più alto compito garantire che il volere dei cittadini venga tradotto in atti concreti e coerenti. Tra qualche lustro è possibile che non sarà più necessario nemmeno in questa forma. È già una realtà grazie a Rousseau che per il momento è adottato dal M5s ma potrebbe essere adottato in molti altri ambiti". Un disegno che probabilmente accomuna il M5S più alla Lega che al Pd se lo stesso Giancarlo Giorgetti - vero stratega della lega – dal palcoscenico del Meeting di Rimini ha affermato – “Il Parlamento non conta più nulla perché non è più sentito dai cittadini che lo vedono come luogo dell'inconcludenza della politica. E se continuiamo a difendere questo feticcio della democrazia rappresentativa sbagliamo e non facciamo un bene alla stessa democrazia.” Osservando bene, la linea è comune e probabilmente siamo davanti ad una crisi politica nata come extraparlamentare appositamente finalizzata ad aprire la strada verso questo cambiamento importante per le due forze politiche. Una crisi extraparlamentare riportata a parlamentare dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che nei suoi ultimi interventi rivolti al Paese – a pochi giorni dall’esito delle elezioni per il rinnovo dell’europarlamento, nel corso delle sue comunicazioni al Senato sul caso Savoini e nelle sue comunicazione del 20 agosto - ha più volte ribadito la sua ferma volontà di trasparenza. Trasparenza che ha voluto concretizzare proprio in Parlamento con l’intento di restituirgli la sua piena funzione di rappresentanza dei cittadini. Una mossa - quella di Conte – che con ogni probabilità ha spiazzato i vertici della Lega da una parte e dall’altra ha dato modo al M5S di impostare le trattative per raggiungere un eventuale accordo con il PD in modo tale da riuscire a realizzare l’obiettivo attraverso un passaggio più morbido che è quello della riduzione del numero dei Parlamentari.

Il problema vero è che in questo momento di confusione generale, gli italiani sono catturati da temi che appaiono rilevanti e che invece sono nient’altro che metodi di distrazione delle masse per tenerle impegnati mentre “un’accozzaglia di reazionari” che si spacciano per “uomini nuovi” si apprestano ad operare per un’importante cambiamento dell’architettura istituzionale del Paese mostrandosi caritatevoli verso i problemi socio/economici ma di cui in realtà non si occupano. Guardano alle classi più povere del Paese con favoritismo, settarismo, partigianeria, tendenziosità e ipocrisia perché infondo vedono questi come straccioni ai quali regalare un contentino in cambio del consenso elettorale, ai ricchi come fossero padri eterni per ottenere anche da questi il consenso. Sono forcaioli sui temi della giustizia, si mostrano composti e ligi ma in realtà sono capre ignoranti nelle mani di qualcuno che più in alto muove i fili. E state pur sicuri che per non mostrare agli italiani questo dato di fatto la soluzione è stata parlare solo della sparata di Giorgetti sulla prossima inutilità dei medici di base.


Fonte: Meeting di Rimini e Youtube
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