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Giornalia chiama La Pesa, Seminario e Taroni: “Siete pronti ad un impegno di pedagogia civile?”

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La comunità di Giornalia, vale a dire quella larga platea di utenti con la quale la nostra Redazione intrattiene da sempre rapporti di cordiale consuetudine, rispetto, sovente anche amicizia, ha ben presente la frequenza con cui in questi ultimi tre anni e oltre la piattaforma ha accolto interventi riguardanti la Massoneria italiana e presentato numerosi redazionali fra i quali quelli – l’ultimo datato venerdì 23 dicembre – riguardanti la candidatura dell’avv. La Pesa alla Gran Maestranza della Comunione di Palazzo Giustiniani.

Ci preme, pur non essendovene stretto motivo, ribadire la terzietà della nostra testata: Giornalia non è organo di Massoneria né di partito né di altra compagine istituzionale o associativa, ma essendo luogo privilegiato di giornalismo partecipativo si dichiara non neutrale davanti alle questioni che attengono alla legalità repubblicana ed alla civiltà del costume, dunque del dialogo e del confronto fra diversi.

In questo senso ci confermiamo – come sempre abbiamo fatto in questi ultimi tre anni e mezzo – sconcertati da quanto in Redazione ci è pervenuto di documentatissime denunce di malfatto ai danni delle Istituzioni massime della Repubblica, della tradizione democratica (e perfino massonica!) dell’Italia. Per questo abbiamo ospitato una vera e propria valanga di articoli e post, offrendo tutto alla presa di conoscenza della pubblica opinione che naviga in internet. Con buon successo se è vero che hanno complessivamente superato i 200.000 accessi gli articoli riguardanti, nel periodo, la Massoneria italiana oggi all’appuntamento per il rinnovo delle sue cariche di vertice. E qui ci preme ripetere: 200.000 accessi senza che alla testata sia entrato un solo euro perseguendo la politica dei banner.

Ciò detto, abbiamo il desiderio di tornare solo per un attimo a quanto in ultimo ci ha scritto, con parole di grande nettezza che molto ci hanno consolato, l’avv. Pasquale La Pesa, autorevolissimo dignitario del Grande Oriente d’Italia: parole di riprovazione su quanto si è compiuto a Cagliari offendendo tutto e tutti con gratuità e volgarità, da parte di un cosiddetto “Venerabile” – ma “Venerabile” perché mai? – della Loggia 1485 chiamata Kilwinning e praticante il rito emulation inglese, conosciuto per la sua specialissima spiritualità di derivazione cristiana. Offese proprio per questo particolarmente blasfeme.

Interessato dell’abominio – va pure rilevato – il Grande Oratore dottor Michele Pietrangeli, cagliaritano anche lui, che ci fu detto impose il silenzio – in data 18 luglio 2020, durante una riunione collegiale – e la protezione del colpevole a tutta la Circoscrizione sarda (ma successivamente si scoprì “dei” colpevoli, ché fra gli irrisi furono perfino i duecento e passa morti nell’esplosione e rogo del porto di Beirut!).



Molti ne hanno scritto in questi anni: lo stesso vecchio presidente regionale del G.O.I. si chinò all’imperio, o alla fatwa imbecille, quanto imbecille era stata l’irrisione, dei presidenti Sergio Mattarella, Giorgio Napolitano e Raffaele Fico (al quale ultimo si consigliava, con somma eleganza, di mutare la finale del cognome), e così dei nomi gloriosi di Giuseppe Mazzini e Giovanni Bovio. Quel Giovanni Bovio che era stato lontano, centomila miglia lontano, dall’attuale Grande Oratore nel momento preciso nel quale questi non prese i provvedimenti di sua competenza, affinché il presidente Mattarella e tutto il resto del cielo democratico della Repubblica e la civiltà del costume fossero preservati dagli insulti di un dignitario del Grande Oriente d’Italia.

L’avv. La Pesa ci ha scritto in proposito: « il contenuto dei post sottoposti alla mia attenzione è assolutamente riprovevole e raccapricciante perché in violazione delle più elementari norme fondamentali della civile convivenza finalizzate al rispetto degli esseri umani e delle Istituzioni democratiche».

E ancora: «Per di più, trovo assolutamente ingiustificabile ed irriguardoso anche il dileggio a cui è stato sottoposto lo storico monumento di Giovanni Bovio per chi, come me, è cresciuto in questa Istituzione con le parole del filosofo, professore di diritto e Grande Oratore del G.O.I. sulla “Primavera della Massoneria».

In conclusione, egli ha aggiunto: «il Regolamento dell’Ordine del G.O.I […] (art. 119 Reg. Ord.) preved[e] espressamente in capo al Grande Oratore “il potere di iniziativa per tutte le colpe massoniche e di impugnativa per tutti i processi”. È, quindi, altrettanto pacifico che possano e debbano essere accertate anche eventuali omissioni da parte degli Organi istituzionalmente preposti alla repressione delle cd. “colpe massoniche” e fermo restando che qualsiasi Fratello avrebbe avuto - ed ha - il diritto-dovere di proporre una Tavola d’accusa a tutela dell’immagine del G.O.I.».

Tutto qui. Noi che non abbiamo né abbiamo mai avuto in tasca la tessera della Massoneria, ma che della Massoneria italiana (e universale: basti il nome di Rudyard Kipling) abbiamo letto molto, e che sappiamo come anche in Sardegna essa ha attecchito con buoni risultati già all’indomani dell’unità d’Italia e fino all’arrivo della dittatura fascista, e poi all’indomani della Seconda guerra mondiale, abbiamo goduto delle espressioni usate dall’avv. La Pesa, al quale ci permettiamo di chiedere perché non sia lui stesso, oggi candidato alla rinnovata Gran Maestranza, a prendere l’iniziativa della bonifica cagliaritana, secondo la disciplina regolamentare da lui stesso richiamata. Perché Cagliari democratica non può tollerare le cialtronerie antirepubblicane di uno squilibrato e ancor meno le coperture che a tali cialtronerie sono state concesse da chi avrebbe dovuto onorare ben altri principi e valori.




Pedagogia civile

Pari richiesta ci permettiamo di rivolgere agli altri candidatiLeo Taroni e Antonio Seminario, il primo ex Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese, il secondo attuale Primo Gran Sorvegliante della Giunta BisiPoiché senza una praticata pedagogia civile che senso avrebbe, poi, guidare la più grande comunità massonica nazionale?«Per fare cosa?»

La stampa ha purtroppo registrato, in qualche virgolettato, delle dichiarazioni dell’attuale Gran Maestro che si sono rivelate l’opposto della verità, come quando escluse tassativamente che il primo autore/colpevole delle malefatte locali fosse colui che invece era reo confesso e che, coram populo, dichiarava che, caduto lui, sarebbero caduti in molti (evidentemente tutti di quelli che avevano avuto interesse a coprirlo).

Noi non siamo che una debole voce nel grande scenario del mondo e anche della opinione civile sarda e italiana. Ma non abbiamo timore di porre domande. Certamente a queste può non reputarsi conveniente rispondere, ma immaginiamo che, presto o tardi, un nuovo professor Aldo Alessandro Mola scriverà di questi anni e dei profili liberali(?), autenticamente educati(?), dei maggiori dignitari del Grande Oriente d’Italia.


Autore: Redazione ARTICOLO GRATUITO
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