Antonella Soddu

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  Economia

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GLI EFFETTI ECONOMICI DEL COVID-19. CHI PAGHERA' IL CONTO?

Cosa accadrà quando finirà l'emergenza? Quali saranno gli effetti sull'economia reale conseguenti l'emergenza coronovirus? Proviamo ad analizzare alcuni dati importanti

Di Antonella Soddu
 
In questi giorni di crisi sanitaria è probabile che pochi si siano soffermati almeno per un attimo a riflettere e/o a provar a comprendere quali saranno gli effetti che tale crisi produrrà in termini economici. Certamente è necessario intervenire con la “cura” degli aiuti a famiglie, imprese, P. Iva, etc.
Il Governo ha parlato di un’iniezione immediata di 6,5 miliardi da finanziare interamente in disavanzo e in aggiunta al deficit del 2,5% già programmato per quest’anno. Bruxelles ha risposto positivamente dando OK. Sia chiaro, non ci hanno fatto un favore; non poteva far altrimenti, la spesa per fronteggiare l’epidemia rientra tra gli eventi eccezionali per i quali sono esclusi dal computo del saldo strutturale dei conti pubblici.
Qualche leader dell’opposizione ha tuonato che tale cifra corrisponde alle briciole. Il Leader della Lega Salvini ha da prima proposto un intervento da trenta mld poi si è presentato al tavolo convocato dal PdC Conte con un piano d’interventi da cinquanta mld. La leader di FdI si è mantenuta sui 30 MLD. C’è un problema, però! Riguarda il quesito: “come centrare l’obiettivo di deficit del 2021, che verrebbe mantenuto all’1,8%". Ciò imporrebbe "un’ipoteca sui conti del prossimo anno di trentacinque miliardi e una correzione di 5,6 miliardi in più rispetto a quella prevista sinora.”.
Per comprendere meglio ci rifacciamo all’editoriale del Professor Beniamino Moro pubblicato su Unione Sarda del 10 marzo 2020. Il Professor Moro – docente di economia politica all’Università di Cagliari - ha analizzato cosi i conti.
Vediamo. Intanto il primo dei problemi che si presenta è il disinnesco delle clausole di salvaguardia che il prossimo anno potrebbe far aumentare in automatico l’IVA e le accise per un totale di 20,1 mld. Per evitare gli aumenti occorre quindi individuare entrate alternative, almeno pari all’importo.
Sono necessari:
- 2 miliardi per confermare l’impianto attuale del taglio al cuneo fiscale che sommati ai 5,6 di correzione aggiuntiva porterebbero il deficit a 27,7 miliardi.
- 2 miliardi di spese indifferibili e la conferma di bonus e sconti fiscali come quelli per ristrutturazioni, risparmio energetico e incentivi alle imprese nell’ambito del programma Impresa 4.0
- altre misure per affrontare l’emergenza come l’assunzione di nuovi medici, infermieri e altre spese sanitarie, si arriva appunto a circa 35 miliardi di euro.
I conti per il calcolo delle maggiori spese per il 2021 non si fermano qui poiché sarà necessario considerare.
- maggiori spese per interessi da pagare sul debito pubblico a seguito dell’aumento dello spread dei rendimenti dei nostri titoli rispetto a quelli tedeschi.
- tenere conto dell’incognita maggiore legata all’andamento del Pil (prima dell’emergenza sanitaria la previsione di crescita per il 2021 era data allo 0.6%)
A fronte di questi dati ora occorre considerare gli effetti negativi che ha prodotto e produrrà l’emergenza sanitaria da Coronavirus. Tali effetti mostrano previsioni tutte in negativo; l’OCSE stima 0%, Mooddy’s stima -0.5%.
Secondo il Ministro Gualtieri “al momento è impossibile quantificare con un minimo di attendibilità gli effetti economici sul Pil dell’emergenza sanitaria". – e confida sul fatto che nel 2019 l’incremento delle entrate ha consentito la chiusura dell’anno attestandosi con un deficit dell’1,6% contro il 2,2% preventivato – “ciò – afferma il Ministro - darebbe una mano a far quadrare i conti”.
Se invece consideriamo come base di partenza la stima dello – 0,5% di Moody’s il disavanzo aggiuntivo da finanziare sarebbe dell’ordine di 10-11 miliardi, il che ci riporterebbe alla condizione attuale e l’UE potrebbe riconoscere al nostro Paese il diritto di ricorrere al deficit sulla base del principio di flessibilità in conseguenza di eventi eccezionali. In questo caso appunto, l’emergenza sanitaria.
L’altro problema da considerare – sempre secondo l’analisi del Professor Moro - è quello dei Mercati. Quale sarà la loro reazione allo sforamento del deficit strutturale? Terranno conto o no che lo sforamento è stato – per cosi dire – “ imposto dall’emergenza sanitaria” o ci faranno pressione con lo spread?
Insomma, passata la martellante azione d’informazione e aggiornamenti di tipo sanitario e altro, chi spiegherà agli italiani eventuali aumenti e tagli futuri? E come soprattutto, quando qualcuno ha fatto credere loro che l’Europa ci sta facendo il regalo di concederci lo sforamento di bilancio? – di Antonella Soddu




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