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Redazione

Grande Oriente d'Italia: convocato il C.E.N. per la riapertura delle urne elettorali. Tensione alle stelle

La nuova Giunta del G.O.I. vuole rivedere le schede. Si paventa il tentativo di una loro distruzione in vista della causa civile

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Non c'è pace a Villa il Vascello, sede nazionale del Grande Oriente d'Italia, dopo le espulsioni eccellenti degli ultimi giorni, e altre – sempre eccellenti – in rapido arrivo (sembrerebbe che anche per il Presidente della Circoscrizione sarda Claudio Solinas sia arrivato l'ormai incontrovertibile game over) un'altra rilevante questione sta alimentando le tensioni e paure tra i "fratelli" della più importante e numerosa comunità massonica nazionale.

Il 24 maggio è infatti previsto il respingimento, presso il "Tribunale" interno al G.O.I., denominato "Corte Centrale", del ricorso presentato dalla lista n. 1 "Noi Insieme", circa i voti che le sarebbero stati ingiustamente sottratti a causa di alcuni Presidenti di seggio, i quali avendo "scordato" di far staccare i talloncini antifrode dalle schede elettorali loro assegnate, poi votate da membri regolarmente attivi e quotizzanti, ne hanno causato l'assurdo annullamento, in contrasto con il principio ordinamentale italiano del favor voti.

Queste preferenze, andate al Gran Maestro (in pectore) Leo Taroni, sono state ritenute invalide a stretta maggioranza dai Commissari del Comitato Elettorale Nazionale (8 voti contro 7), i quali hanno di fatto incoronato Gran Maestro il candidato perdente Seminario.

Ebbene, per la stessa data del 24 maggio, ed in modo a detta dei "fratelli" più informati incomprensibile, qualche giorno fa è stata decretata la riapertura delle urne "impacchettate" a suo tempo, con tanto di sigilli e firme sui nastri, in vista dei ricorsi al giudice interno... e non, che la lista n. 1 ha fatto (giudice interno) ed ha in animo (giudice civile) di fare. Contro il C.E.N. e contro la Corte Centrale del G.O.I. (sempre più a senso unico), tra lunedì e mercoledì prossimi.


Perché questa riapertura?

Dagli ambienti interni si ritiene che la questione sia molto semplice: dopo la pronuncia della Corte Centrale, con il respingimento della domanda di Taroni, Magno, Templari & C., la proposta sarà quella di distruggere, senza ulteriore indugio, il materiale elettorale, cosa che potrà avvenire nella vacanza di un ricorso alla giustizia ordinaria. 

In questo modo sarà irrimediabilmente compromesso lo stesso "corpo del reato" con espressione colorita  valido per perorare le ragioni dei "fratelli" ribelli contro quelli che ormai vengono definiti i golpisti, cioè i "fratelli" attualmente al potere.

Insomma, la convocazione del C.E.N. e la riapertura delle urne servirebbe a creare le condizioni per mandare tutto al macero. Con buona pace per chi in questi mesi ha sperato di riuscire a ribaltare quella che sembra una vera e propria ingiustizia.


L'ex Gran Maestro Giuliano Di Bernardo

Intanto continua a far parlare di sé l'ex Gran Maestro del G.O.I. Giuliano Di Bernardo, che nella causa che lo vede parte convenuta contro il Grande Oriente d'Italia avrebbe citato come testimoni, circa l'esistenza di zone grigie nel contrasto all'infiltrazione mafio-'ndranghetista nelle Logge, non solo il prof. Claudio Bonvecchio, che ha già parlato apertamente di questa "zona grigia" per mezzo un'intervista rilasciata a Fanpage qualche mese fa, ma addirittura Leo Taroni e il suo vice Silverio Magno, notaio messinese candidato alla carica di Grande Oratore (una sorta di Pubblico Ministero nazionale interno alla Massoneria), che per primo ha aperto il dibattito sulla diffusione di una certa "mentalità mafiosa" nel Grande Oriente d'Italia.

Il quale, per questa sua forte presa di posizione, è già stato raggiunto da ben due Tavole d'Incolpazione massonica, tese alla sua espulsione dal G.O.I.




Taroni e Magno al bivio

Cosa faranno adesso gli ex candidati Leo Taroni e Silverio Magno? Non è dato saperlo con certezza, ma le strade sono soltanto due: o trovare il coraggio di ribadire di fronte al giudice civile ciò che hanno ampiamente detto durante la campagna elettorale della lista "Noi Insieme" in seno al Grande Oriente d'Italia, oppure... L'"oppure", cioè una loro totale perdita di credibilità, non può essere neppure posto al vaglio dell'immaginazione.

Problema che non sembra porsi per il prof. Claudio Bonvecchio, già Grande Oratore e Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente d'Italia, vicino all'ex Gran Maestro Stefano Bisi per quasi due lustri, prima che quest'ultimo scegliesse quale suo "pupillo" l'attuale Gran Maestro, calabrese di Rossano, Antonio Seminario.




Il Professore di Pavia ha già scelto da tempo da che parte stare. Che poi è sempre la stessa parte per tutti (o quasi): quella della legalità.


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