Gianfranco Murtas

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Il premio “Franco Cossu” consegnato a tre giovani medici urologi al congresso nazionale di Riccione

di Gianfranco Murtas


Dal 15 al 18 ottobre scorsi si sono svolti a Riccione i lavori del 95° congresso nazionale della Società Italiana di Urologia e la Sardegna vi ha avuto un ruolo di speciale orgoglio morale per il conferimento a tre giovanissimi medici del premio intitolato a Franco Cossu, primario urologo del San Francesco di Nuoro dal 2003 e per ben 17 anni, scomparso, tra l’infinito rimpianto di tutti, nel luglio 2019. Una iniziativa che avrà la sua replica anche negli anni futuri per dare onore, ancora onore, in campo scientifico, ad una personalità d’eccellenza della medicina italiana, ed isolana soprattutto, se è vero che al dottor Cossu si deve l’introduzione della chirurgia robotica in campo urologico nella nostra sanità regionale.

Fondata nel 1908 e rifondata nel 1921 unitamente alla istituzione delle prime cattedre universitarie (scorporate da quelle di chirurgia generale) ed a reparti ospedalieri specialistici, la Società Italiana di Urologia tiene ogni anno un suo congresso nazionale – come detto, quello del 2022 è stato il 95° della serie ormai secolare – che diviene l’occasione propizia per un importantissimo scambio di sempre nuove conoscenze diagnostiche e terapeutiche fra gli operatori del settore.

In stretto rapporto (“in agreement” si dice) con la Società Europea di Urologia, la SIU annovera a tutt’oggi circa duemila membri e si avvale di diversi comitati finalizzati alla formazione permanente degli specialisti, all’organizzazione scientifica dei congressi, ecc.

Ricevuto il benvenuto dalla fanfara dei carabinieri in alta uniforme, il congresso di quest’anno è stato anche l’occasione per numerosi riconoscimenti a clinici di particolari benemerenze mediche, fra cui il prof. Patrizio Rigatti – uno dei capiscuola più autorevoli non solo a livello nazionale – cui è stato consegnato il premio “alla carriera” intitolato ad Angelo Roth, che la Sardegna ricorda non soltanto come isolano che seppe al meglio dividersi fra l’impegno professionale, ospedaliero ed universitario (fu anche rettore della università di Sassari), e quello politico, come parlamentare eletto ad Alghero e sottosegretario alla Pubblica Istruzione negli anni della grande guerra.

 

Al termine dei lavori nutritisi di un numero rilevantissimo di relazioni e comunicazioni, è stato eletto anche il nuovo presidente della Società per il biennio 2022-23 nella persona del professor Andrea Tubaro, responsabile UOC di urologia all’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma.

Come dicevo, il congresso nella sua cerimonia inaugurale ha premiato con tre borse di studio intitolate a Franco Cossu altrettanti giovani medici selezionati da un apposito comitato scientifico per le migliori Smart Communication conferite nell’anno. Si è trattato di Edoardo Beatrici, Giuseppe Basile e Pietro Piazza. Alla consegna del premio sono intervenuti i figli del dottor Cossu: Andrea, anch’egli chirurgo in servizio al San Raffaele di Milano, ed Elena che svolge l’attività di ingegnere a Torino.




Nuove borse saranno finanziate, per volontà della famiglia Cossu-Ferrantelli, anche il prossimo anno e negli anni avvenire, così perpetuando nel modo migliore il buon nome di un medico straordinario quale fu Franco Cossu che visse con sempre integra passione e come missione esistenziale la medicina nella più avanzata postazione possibile, quella ospedaliera, fra le corsie e la sala operatoria, sempre assicurando ai suoi pazienti una incoraggiante vivida empatia.

Laureatosi nel 1979 all’università di Cagliari e specializzatosi nel 1984, egli sviluppò la sua carriera interamente nella sua isola: assistente ordinario e poi aiuto corresponsabile di clinica e divisione chirurgica al SS. Trinità del capoluogo sardo, fu dal 1993 al 1999 responsabile della sezione urologica del presidio Nostra Signora di Bonaria di San Gavino Monreale (ASL di Sanluri), e qui per altri tre anni anche direttore U.O. di urologia. Passò quindi al San Francesco di Nuoro dove assunse altresì le funzioni di direttore del dipartimento cure chirurgiche, collaborando attivamente, e con riconosciuta altissima professionalità, con l’Amministrazione al maggiore e più efficace radicamento della sanità pubblica nel centro Sardegna.

Nello scorso agosto la famiglia e gli amici si sono riuniti a Cagliari per ricordarlo insieme nella circostanza della presentazione di un quaderno di testimonianze a lui dedicato, dal titolo Il dovere dello studio, della riflessione e del dubbio. Gli ideali civili e la vita professionale di Franco Cossu nel quotidiano servizio della Medicina.



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Scrivo queste note mentre continuano a giungere, drammatiche, le notizie da Kiev e dalla Ucraina tutta. Sia maledetto chi ha scatenato l’inferno ed ha provocato la morte e la sofferenza di tanti innocenti. (Ed ancora una volta abbiamo la plateale dimostrazione della nullità liberale degli esponenti della destra italiana, pagana e imbrogliona, da cui insistenti sono venuti, negli anni, gli accarezzamenti ad un pericoloso dittatore nato).




Fonte: Gianfranco Murtas
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