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La Cagliari bacareddiana in un libro-dispensa (fuori commercio) di Gianfranco Murtas

Redazionale


E’ uscito il terzo volume della serie Dall’web alla carta stampata: Scritti 2003-2020 che, curata da Lorenzo e Jaime Cuneo Carta, presenta, raccolti in chiave monografica, numerosi contributi offerti da Gianfranco Murtas alla conoscenza e al dibattito pubblico su materie di prevalente interesse regionale. Descrittivo, al solito, il titolo dell’opera: Della Cagliari en marche di Ottone Bacaredda e dei cagliaritani nelle imprese e nel dibattito civico: s'affaccia un nuovo giornale e s’alza un nuovo municipio, il progresso nell’ordinario quotidiano, la guerra sognata (pp. 168). In buona sostanza si tratta del ripasso delle vicende grandi e piccole del capoluogo sardo dal 1870 – l’anno della storica breccia di Porta Pia – al 1914, vigilia del primo conflitto mondiale.

Gli scritti qui raccolti sono apparsi in precedenza nel sito di Giornalia, ma fra essi – riferiti all’ultimo decennio dell’Ottocento e impaginati nel rispetto del calendario tematico – sono ricompresi anche sette articoli usciti fra il 2008 ed il 2009 in Sardegna Economica, la bella rivista della Camera di Commercio di Cagliari diretta da Paolo Fadda con la segreteria di redazione di Maria Rita Longhitano. 




La Fondazione (invero informale) messa su, in questi ultimi anni, da Murtas su alcuni cospicui compendi librari, pubblicistici ed archivistici – Biblio/Emeroteca e Depositi archivistici “Clelia Aru e Giovannino Murtas” è il suo titolo – ha già pubblicato, nella primavera del 2020, i quaderni di formato A4 Del “paese d’ombre” dei Dessì e Cogotti, dei Bernardu de Linas… dei Pittau e Cadoni, dei Sardu e Saiu, dei Curatti e Contu, degli Erbì e gli altri… (pp. 112) e Di Villacidro e della Chiesa diocesana di Ales-Terralba: Angelo Pittau presbitero (operaio presbitero) fra giornalismo, poesia e promozione comunitaria (pp. 116). 

Le copertine sono tutte di Sergio Curatti che s’è provato con tecniche diverse: acquerello, carboncino, inchiostro.



Fonte: Redazionale
RIPRODUZIONE RISERVATA ©



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Enrico Deplano

04 Ott 2021

Un materiale saggistico cui sarebbe utile attingere, nella costante autoformazione culturale da cittadini. Sappiamo quanto sia imprescindibile e necessario aggiornarsi perennemente, non solo su notizie ma su approfondimenti saggistici, per divenire consapevoli della realtà alla scala geopolitica. Ciò è peraltro possibile solo se tale scala non sostituisce quella locale (nazionale e regionale) ma la implica. Abbiamo una lingua madre e poi impariamo a essere poliglotti, Analogamente prima formiamo i nostri valori in un milieu, in un ambito locale la cui storia e tradizione civile ci formano, poi ci attrezziamo a realizzarne i principi con tensione universalistica. Del resto nessuno, a meno di non appartenere apicalmente a determinate agenzie, agisce sul mondo a livello globale in modo diretto. In genere l'azione si esplica a partire dal livello locale e da esso si irradia successivamente, ad esempio nel cursus honorum politico, che porta dalla responsabilità gestionale a scala urbana in crescendo a responsabilità a scala regionale, nazionale, o di organismi sovranazionali. Nei casi virtuosi ogni passaggio è preparato da un'adeguamento della preparazione tecno-umanistica, in una crescita culturale che dura una vita. Ma questa crescita, come base, ha sempre la radice iniziale sopra ricordata: la consapevolezza della realtà nasce al livello locale, e costituisce base e matrice di ogni successiva evoluzione culturale. Chi non conosce la propria storia non può conoscere il mondo.

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