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Sara Agus

La relazione con un narcisista: tra palco e realtà

di Sara Agus

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Negli ultimi anni si parla molto di narcisismo. Questa è una parola che sentiamo spesso, soprattutto quando si parla di relazioni difficili, persone egoiste o rapporti tossici. A volte, però, la usiamo con troppa facilità, anche impropriamente, come se bastasse comportarsi male con qualcuno per essere considerati dei narcisisti.

In realtà, piacersi, avere autostima non è un difetto. Anzi! Il problema nasce quando una persona ha talmente bisogno di sentirsi importante da non riuscire a dare spazio agli altri, ma anzi comportarsi come se volesse schiacciarli.

Questi elementi, maschi o femmine, vogliono sempre avere ragione, faticano ad ammettere un errore e, quando feriscono qualcuno, riescono in qualche modo a ribaltare la situazione. Alla fine la vera vittima si ritrova a chiedere scusa senza aver capito nemmeno bene per cosa.

Eppure, all'inizio di ogni relazione i narcisisti possono essere persone affascinanti: sanno ascoltare, sono simpatici, empatici e riempiono di attenzioni. Con loro sembra esserci subito una sintonia, un feeling particolare, e viene naturale fidarsi pensando che nessun altro possa capirci come fanno loro. Ci viene naturale pensare che sembra di conoscerli da una vita.

Con il tempo, però, qualcosa cambia e mostrano la loro vera faccia. Dopo settimane, mesi o addirittura anni, le attenzioni calano di botto, arrivano continue critiche, spesso velate, parole che cominciano a ferire e situazioni che prima sembravano chiare diventano improvvisamente complicate. La vittima del narcisista, di punto in bianco, si ritrova a chiedersi se sia lei troppo sensibile. È da qui che iniziano i dubbi, le insicurezze, in un ciclo tossico dove c'è un aguzzino e una vittima che quasi sempre non capisce dove sta sbagliando.

Ciò che può fare più male è arrivare a dubitare di se stessi, del proprio valore e delle proprie sensazioni, solo per cercare di far funzionare un rapporto destinato a morire in partenza.

Dietro atteggiamenti di questo tipo si nasconde spesso una profonda insicurezza, che nasce dal bisogno continuo di approvazione, da un'infanzia in cui ci si è sentiti apprezzati solo quando si era bravi o capaci di soddisfare le aspettative degli altri. Naturalmente, non esiste una sola spiegazione e non tutte le persone che si comportano così hanno la stessa storia.

Spesso, nelle relazioni complicate, si crea un disequilibrio: da una parte c'è chi pretende continuamente attenzioni e pretende di dominare, dall'altra chi cerca di capire, giustificare, perdonare e si umilia pur di far funzionare tutto. E più una persona è empatica e disponibile, più può finire per mettere da parte se stessa per non perdere quel rapporto.

Ma stare con qualcuno non significa dover accettare tutto. Si può voler bene, amare una persona e, allo stesso tempo, riconoscere che il suo modo di trattarci ci fa male.

Ricordiamo però bene che non tutte le persone egoiste sono narcisiste. Una diagnosi non si può fare sulla base di qualche comportamento o di una relazione andata male.

Ciò che conta, però, è anche come ci sentiamo accanto a qualcuno. Se dobbiamo sempre stare attenti a quello che diciamo, se ci sentiamo in colpa ogni volta che esprimiamo i nostri sentimenti, forse vale la pena riflettere.

Una relazione, d'amore o di amicizia, non può funzionare se uno dei due deve continuamente fare un passo indietro perché l'altro possa sentirsi al centro dell'attenzione.

La cosa più difficile non è capire l'altra persona, ma accettare che, per quanto ci abbiamo provato, non possiamo essere noi a cambiare il suo modo di essere. Il narcisista non cambia, si plasma in funzione della persona che ha vicino per trarre il massimo giovamento per sé stesso.

Alla fine, in un rapporto sano dovrebbe esserci spazio per entrambi. Per i bisogni di uno e per quelli dell'altro, per gli errori, per le scuse e per la possibilità di venirsi incontro.

Se per far funzionare una relazione devi continuamente ridimensionarti, forse il problema non è che chiedi troppo. Forse stai semplicemente chiedendo quel qualcosa alla persona sbagliata.

Fonte: Sara Agus
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