Ilaria Loddo

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  Salute

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Le castronerie ai tempi del Corona Virus

Le castronerie ai tempi del Corona Virus

Siccome è un po' di tempo ormai che leggo castronerie sulla questione del corona virus, ho deciso di raccogliere le più significative per farvi capire il livello d'ignoranza e di egoismo delle persone e l'incoscienza di certe testate che pubblicano titoloni che possono essere travisati dal lettore medio.

Molti sono commenti ignobili riferiti a medici che implorano le persone di rispettare le ultime direttive relative allo starsene a casa perché, che ci piaccia o meno, il nostro sistema sanitario NON è in grado di gestire i grandi numeri.

Negli ultimi 10 anni si è verificato un taglio alla sanità pari a 37 miliardi di euro e a soffrire sono per lo più le regioni povere. Se i medici dei grandi centri clinici milanesi stanno facendo i turni con se stessi, provate ad immaginare cosa succede negli ospedali di provincia.

Gli infermieri, in Italia, sono 5,6 ogni mille abitanti e, come molti (anche non assidui) frequentatori degli ospedali già sapranno, questi faticano, insieme anche agli OSS, a stare al passo con l'ordinaria amministrazione. E nemmeno ci sono spazi o sufficiente strumentazione per poter affrontare un'emergenza simile.

Detto ciò, il rispetto per i soggetti a rischio, immunodepressi, ora deve essere massimo, pur nella consapevolezza che i nostri amici, compagni, colleghi o pazienti con aumentata suscettibilità alle infezioni, per esempio con patologie onco-ematologiche, dovrebbero essere tutelati SEMPRE, perché, in una buona percentuale di casi, le complicanze infettive rappresentano per loro, la principale causa di morte.

Tralasciando ogni commento sulle teorie complottiste o su chi è più preoccupato dei soldi che della salute delle persone, aggiungo che l'Italia non si risolleverà da questo supplizio perché “siamo i migliori del mondo”, “perché abbiamo il più bel patrimonio culturale” o “perché sconfiggeremo la paura sfidando il virus andando ad ammassarci nelle discoteche”. 

L'Italia trarrà giovamento solo ed esclusivamente dall'assunzione, da parte di ciascuno di noi, di un atteggiamento responsabile e, da parte della politica, di provvedimenti che mirino a riorganizzare e sostenere il SSN e la ricerca, senza che questi siano invece soggetti a sistemi ben lontani dall'avere come obiettivo, il diritto universale alla salute.




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