Maria Pia Cocco Ortu

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LUTTO. ADDIO A PADRE PAOLO GIBERTINI O.S.B. Vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla

Di Cocco Ortu Maria Pia

Mons. Gibertini, Ciano D’Enza 4.5.1922 – Montecchio Emilia 3.4.2020

La Sardegna perde un altro pezzo della sua storia: è morto il 3 aprile Padre Paolo Gibertini uno dei fondatori nel 1955 del Monastero Benedettino di San Pietro di Sorres – Borutta (SS) di cui fu prima superiore e poi priore sino al 1973. Sono gli anni, dichiara il sindaco Silvano Arru, in cui il Monastero Benedettino di Sorres era un centro culturale di grande vitalità ed importanza e con un respiro extraregionale, dove si sono formate generazioni di religiosi ma anche di laici, soprattutto tante persone della nostra isola, e del Meilogu in particolare, che altrimenti non avrebbero potuto avere alcuna possibilità di raggiungere un buon livello di scolarizzazione e, comunque, una formazione così robusta e spendibile anche nelle carriere diverse da quella ecclesiastica. Inoltre dal ‘77 al ‘79 è stato anche parroco del piccolo paese del Meilogu. In tale anno fu eletto abate del Monastero di San Giovanni di Parma dove Giovanni Gibertini entrò a soli 13 anni tra i benedettini assumendo il nome di Paolo. Nel ‘45 fu ordinato sacerdote nella chiesa della badia di Torrechiara insieme al fratello padre Stanislao.

A seguito dell’unificazione delle due diocesi eletto primo vescovo di Ales-Terralba da papa Giovanni Paolo II nell’‘83 succedendo ad Antonio Tedde deceduto nell’‘82. Mons. Gibertini ricevette l’ordinazione episcopale in San Giovanni di Parma dal card. Sebastiano Baggio, coconsacranti l’arcivescovo Francesco Spanedda ed il vescovo Benito Cocchi (poi arcivescovo). Adottò quale motto episcopale le parole “Quaerere Deum” (“cercare Dio”) tratte dalla Regola di San Benedetto. Mons. Gibertini fu chiamato da papa Giovanni Paolo II alla guida della chiesa di Reggio Emilia-Guastalla l’11 luglio 1989 (nella festa di San Benedetto abate).

La sua rinuncia venne accettata per raggiunti limiti d’età nel ‘98. Dal 27.9.2019 era il più anziano vescovo italiano ancora in vita. Sempre attento studioso della Parola di Dio il vescovo Giovanni Paolo manifestò profondo amore per la liturgia e un’intensa devozione mariana che non ha mai lasciato fino agli ultimi giorni. Dedicò costante cura al laicato preoccupandosi della sua formazione. Vicinanza alle persone, soprattutto agli ammalati, poveri, tossicodipendenti. Ha frequentemente fatto visita ai suoi preti e ai quali non ha fatto mancare anche con una telefonata la sua partecipazione a particolari ricorrenze.

Semplicità e affabilità, sorriso, piena disponibilità al dialogo, senso dell’amicizia lo hanno costantemente contraddistinto. Così il cordoglio del suo successore mons. Massimo Camisasca: “Ci ha lasciato nel silenzio di questi giorni così drammatici e strani, un silenzio benedettino. Le circostanze della sua morte rivelano il senso profondo della sua vita: ci lascia a 98 anni, come una quercia che ha affondato molto in profondità le sue radici e ha potuto donare largamente i suoi frutti per tante stagioni e attraversare tanti momenti diversi, alcuni dei quali non facili. Il Signore certamente lo ricompenserà per tutto il bene che ha seminato e delle prove che ha attraversato”.



Fonte: Cocco Ortu Maria Pia
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