Franco Meloni

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  Storie e Racconti

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Noi, ragazzi della Toniolo

Per ricordare una formidabile esperienza associativa svoltasi dal dopoguerra agli anni 70: l'Associazione di Azione cattolica Giuseppe Toniolo, della Parrocchia di Sant'Anna di Stampace, Cagliari.

Il 4 aprile 2017 si è tenuto nella chiesa di Santa Restituta di Stampace un Convegno dal titolo “Impegnati per il lavoro nel nome di Giuseppe Toniolo”, a cui hanno partecipato con molti abitanti del quartiere di Stampace, l'arcivescovo, il parroco, giornalisti, docenti universitari, ex soci dell’associazione Toniolo (che l’hanno promosso) .

Ci sembra interessante riportare un articolo apparso nell'occasione nella news online Aladinpensiero, che da conto dell'importanza dell'esperienza associativa della "Toniolo", fondamentale per la formazione umana e cristiana di alcune generazioni e ci fa conoscere la figura di Giuseppe Toniolo, un personaggio illustre, un grande maestro, tuttora valido riferimento per tutti. Aggiungiamo al "pezzo serioso" un raccontino che si riferisce a una delle tante belle esperienze che l'associazione Giuseppe Toniolo consentì a molti giovani, come noi a quei tempi.

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Noi, ragazzi dell'associazione cattolica GiuseppeToniolo

di Franco Meloni

A noi, ragazzi degli anni sessanta/settanta che frequentavamo nella Parrocchia di Sant’Anna l’associazione “Gioventù Italiana di Azione Cattolica Giuseppe Toniolo” (la "Giac Toniolo"), bastava essere identificati come “quelli della Toniolo”, fieri di appartenere a un’organizzazione laicale prestigiosa, in grado di coniugare impegno religioso, sociale, culturale, sportivo, la cui fondazione risaliva agli anni del secondo dopoguerra. Poco sapevamo del personaggio che le dava nome, che solo più tardi abbiamo appreso essere un grande scienziato, economista e sociologo, impegnato cristianamente al servizio della società civile e fervente uomo di Chiesa, qualità che gli valsero nel 2012 la beatificazione. Così nei nostri periodici appuntamenti di “ex soci della Toniolo”, che datano da diversi anni, al piacere di ritrovarci, più o meno anziani, intorno al nostro storico assistente spirituale, mons. Dino Pittau (per noi sempre don Dino, oggi ottuagenario, per il quale preghiamo Dio che ce lo conservi a lungo), abbiamo aggiunto la commemorazione di Giuseppe Toniolo, sia per ripercorrerne la vita esemplare (1845-1918), sia per coglierne gli insegnamenti tuttora attuali per noi e, soprattutto, per le nuove generazioni. Per delineare sinteticamente l’importanza del pensiero di Toniolo, utilizziamo le parole di Aldo Carera, curatore del libro “Giuseppe Toniolo. L’uomo come fine”, edito da Vita e Pensiero nel 2014, in una recente intervista al quotidiano L’Avvenire: «Toniolo è stato un originale interprete della secolare tradizione italiana che vedeva agire le istituzioni intermedie liberamente costituite come tramite tra l’interesse individuale e un interesse collettivo ordinato al bene comune. Una tradizione che portava a considerare l’economia connessa alla morale, in cui i lavoratori non sono considerati come una merce ma come persone, che anteponeva le ragioni dell’equa distribuzione dei risultati dell’arricchimento alle logiche dell’accumulazione e della speculazione finanziaria. Affermando la necessità di perseguire l’armonizzazione dell’utile individuale con il bene comune, Toniolo criticava sia le forme storiche assunte dall’economia di mercato sia la stessa scienza economica ispirata, soprattutto in ambiente anglosassone, alle ragioni dell’utilitarismo che egli considerava incapace di dare le indicazioni indispensabili per porre rimedio ai mali sociali generati dal capitalismo industriale. Una denuncia radicale che usciva dagli schemi culturali del suo tempo (…) Difficile, a riscontro con l’attuale processo di concentrazione della ricchezza nelle mani di ceti sociali sempre più ristretti, non aver presente la denuncia di Toniolo della «cupidigia» delle classi dominanti, del considerare l’uomo come mezzo per giungere alla ricchezza e non viceversa. (…) Toniolo non viveva solo di libri e di riflessioni teoriche; dai suoi studi derivava proposte operative, come la partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese. Non limitandosi a prospettare nel lungo periodo l’abolizione del salariato, si fece promotore di una visione non conflittuale dei rapporti nelle imprese. Per lui il valore di ogni bene e di ogni ricchezza era frutto del desiderio che ogni uomo ha di svolgere un lavoro utile e oneroso per migliorare il proprio benessere e per estendere le proprie soddisfazioni sino ai beni accessori e voluttuari. Poneva l’uomo al centro di ogni sistema economico, anche di quello capitalistico (…) Impressionante, pensando ai suoi tempi, la capacità di Toniolo di considerare le vicende economiche nella più ampia gamma possibile di ambientazioni, di paesi, di continenti. Una prospezione che gli ha consentito di identificare le criticità di comportamenti sempre più diffusi, “cosmopolitici” diceva, quali, per esempio, la messa in dubbio dell’autonomia economica e degli assetti delle singole nazioni, piuttosto che i rischi di una generale diffusione del liberalismo e del socialismo. (…) Li considerava accomunati, pur per opposizione in eccesso – il mercato da una parte, lo Stato dall’altra –, dall’incapacità di salvaguardare contemporaneamente le ragioni della libertà individuale e il progresso dell’intera società. Due libertà da ricomporre agendo sulla moralità e sull’operosità degli individui e delle famiglie, sulla moralità e sull’operosità delle istituzioni e degli attori sociali. Alla cupidigia imperante opponeva un’economia intesa come attività produttiva e sociale a un tempo, ma sempre al servizio dell’uomo in quanto espressione materiale di un’armonia definita dai valori morali, coerente – scriveva – “con i fini spirituali della civiltà”».

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Ricordi dell'associazione Giuseppe Toniolo (1960). A piedi da Genzano a Castelgandolfo per vedere e sentire il Papa

Correva l’anno 1960, quello delle Olimpiadi di Roma, nel quale l'associazione parrocchiale Toniolo organizzò uno dei suoi mitici campeggi, il primo fuori dalla Sardegna. Come località fu scelta “Fontana Tempesta” in  Comune di Genzano sul lago di Nemi, dunque non lontano da Roma. Non dovrebbero esservi dubbi sul periodo: dal 27 luglio al 15 agosto (un giorno prima o un giorno dopo), come nella tradizione dei campeggi Toniolo.

Di quella bella avventura voglio qui riportare un breve racconto, che si riferisce all’udienza del Papa, Giovanni XXIII, nel palazzo della residenza estiva dei papi a Castel Gandolfo.

Un giorno della settimana al mattino presto, intorno alle 6, partimmo dal campeggio di Genzano per raggiungere a piedi il non distante paese di Castel Gandolfo. Eravamo attesi all’udienza papale presumibilmente intorno alle 10-10,30. Come previsto, procedendo con un andamento tranquillo e non faticoso, ci mettemmo circa 2 ore e una volta arrivati, avendo sufficiente tempo a disposizione fino all’ora dell’udienza, potemmo rifocillarci con una bottiglietta di latte a testa (fornitoci dalla POA - Pontificia Opera di Assistenza - come dono del Popolo americano), fare pipì nel bagni a disposizione dei pellegrini e quindi accedere puntuali alla sala dell’udienza, aperta da un’ora prima dell’arrivo del papa. Giovanni XXIII all’ora convenuta, varcò la porta centrale, e percorse la grande sala, tra frenetici applausi, fino allo spazio iniziale leggermente sopraelevato rispetto al resto della sala, tanto è che, pur assiso in poltrona, si vedeva abbastanza bene. E molto bene udimmo le sue parole, di cui non ricordo assolutamente nulla. Ricordo invece benissimo la gara che si stabilì tra il nostro e un gruppo di tedeschi su chi gridava più forte “Viva il papa”. Guidati dal vocione di Antonello Meloni vincemmo senza dubbio la sfida. Altro non mi sovviene, se non la bontà infinita di un panino alla mortadella che dopo l’udienza ci fu dato come pranzo, accompagnato dall’acqua fresca delle borracce riempite nella locale fontana. Una breve visita turistica al paese e via sulla strada del ritorno.

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La fotografia è di Renato d'Ascanio Ticca, che ringraziamo per l'autorizzazione alla pubblicazione.

 

 


Fonte: Aladinpensiero online
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