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Sara Agus

Quando la paura della solitudine ci tiene legati a una relazione

di Sara Agus

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La paura della solitudine può trasformare una relazione in un rifugio, in un’ancora che ci impedisce di lasciare gli ormeggi e provare a navigare in mare aperto.

Ci sono sempre più modi per incontrarsi, conoscersi e iniziare una relazione: social, app di incontri. Ma questo significa davvero che ci innamoriamo di più?

L’amore, quel sentimento che Dante definiva come ciò che “move il sole e l’altre stelle”, sembra essere diventato, almeno per molti, qualcosa di sempre più difficile da vivere. A volte ci ritroviamo dentro relazioni che non desideriamo davvero, non perché siamo innamorati, ma perché l’idea di quello che potrebbe esserci dopo ci fa paura.

Ci si affeziona, ci si frequenta, si costruiscono abitudini, ricordi e quotidianità, si fanno progetti e magari, senza nemmeno accorgercene, iniziamo a confondere tutto questo con l’amore.

Intorno a noi vediamo coppie apparentemente felici e ciò può farci pensare che anche noi dobbiamo necessariamente avere qualcuno accanto. Così, paradossalmente, la difficoltà di innamorarsi non porta sempre alla solitudine, anzi, spesso porta proprio nella direzione opposta: si rimane in una relazione per anni anche quando, dentro di noi, sappiamo che qualcosa non funziona come dovrebbe.

Essere single sembra quasi una situazione provvisoria, una parentesi che dovrebbe durare il meno possibile prima di trovare qualcun altro. Questo fa sì che molti rimbalzino da una relazione all’altra senza tregua, in storie più o meno importanti.

Ma forse questa paura ha a che fare anche con il modo in cui guardiamo noi stessi. Se non ci sentiamo abbastanza, rischiamo di cercare nell’altra persona la conferma del nostro valore. Abbiamo bisogno di essere scelti per sentirci importanti e di occhi che ci vedano e ci ammirino, perché siamo i primi a non amarci abbastanza.

Questa consapevolezza non sempre viene percepita, perché arriviamo a pensare che sarà la relazione giusta a salvarci da tutte le nostre paturnie.

Non per forza, dopo la fine di una relazione, è necessario stare completamente soli o, al contrario, cercare immediatamente qualcun altro.

A volte ci servono esperienze nuove e diverse da quelle che abbiamo vissuto, proprio per scoprire nuovi modi di amare e di essere amati. Non sempre abbiamo bisogno di stare soli in senso stretto; forse, più semplicemente, abbiamo bisogno di imparare nuovi modi di stare insieme e di conoscerci.

Chiudere una storia non significa necessariamente doverne iniziare subito un’altra. Può significare anche fermarsi, fare esperienze diverse, conoscere persone diverse senza avere necessariamente l’obiettivo di costruire una relazione da subito.

Restare in qualcosa che non ci convince per paura significa confondere il bisogno di avere qualcuno accanto con il desiderio di condividere la propria vita proprio con quella persona. Sono due cose diverse.

Possiamo desiderare una telefonata, un abbraccio, qualcuno con cui cenare la sera provando un posto nuovo, guardare un film, partire per un viaggio o semplicemente del calore umano. Tutto questo può essere importante, ma non significa necessariamente amore.

Il problema arriva quando la paura del vuoto diventa più forte della consapevolezza che quella relazione non ci fa più stare bene.

A volte ci accontentiamo per paura: paura di ricominciare, paura di non trovare qualcun altro, paura che, lasciando andare quella persona, non arrivi più nessuno.

Dopo una relazione dolorosa può diventare difficile lasciarsi coinvolgere di nuovo. Quando abbiamo sofferto, ci proteggiamo e diventiamo più prudenti, più selettivi, forse anche più diffidenti. Desideriamo qualcuno, ma allo stesso tempo costruiamo delle relazioni vuote senza mai lasciarci andare davvero, innalzando dei muri che nessuno riesce realmente a scalfire.

Vorremmo sentirci vicini a una persona, ma abbiamo paura di perdere la nostra libertà.

La maturità sentimentale forse non consiste nel trovare qualcuno a tutti i costi. A volte consiste nel riuscire a lasciare andare ciò che non ci basta, accettare il vuoto che può arrivare dopo e avere la pazienza di aspettare qualcosa che non nasca semplicemente dalla paura.

L’amore dovrebbe farci sentire vivi, non soltanto al sicuro. Eppure capita spesso di confondere l’amore con l’abitudine, la serenità con l’indifferenza, la compagnia con il bisogno di non rimanere soli.

E allora continuiamo a restare.

A volte ci accontentiamo per paura: paura di ricominciare, paura di non trovare qualcun altro, paura che, lasciando andare quella persona, non arrivi più nessuno.

Ed è proprio lì che, forse, sta la parte più difficile: capire quando stiamo scegliendo qualcuno perché lo vogliamo davvero e quando, invece, lo stiamo scegliendo soltanto per egoismo e comodità.

Fonte: Sara Agus
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