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Riforma Giochi 2026: meno macchine, più tecnologia. Ecco il piano per il riassetto delle concessioni

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Tra i dossier più caldi per il comparto del gambling c’è il tanto atteso riordino del comparto fisico. Una riforma che nasce dalla necessità di superare un contesto caratterizzato da normative frammentate e spesso differenti tra territori, con l’obiettivo di costruire un quadro più omogeneo capace di bilanciare interessi fiscali, esigenze degli operatori e tutela dei cittadini.

Il confronto istituzionale coinvolge Stato, Regioni e Comuni, attori chiamati a trovare un’intesa su temi centrali come il distanziometro, la distribuzione delle entrate fiscali e la struttura delle nuove concessioni. L’obiettivo del Governo è di chiudere il confronto entro la primavera, avviare il decreto legislativo sul riordino del retail e proseguire con l’iter parlamentare, rispettando la scadenza della delega fiscale prevista nel corso dell’anno.

Tra i punti più delicati del Documento Programmatico 2026 dell’ADM c’è senza dubbio quello della gestione delle entrate generate dal GIOCO FISICOe il ruolo degli enti territoriali: la Legge di Bilancio ha previsto uno stanziamento di 80 milioni di euro destinato a Regioni e Comuni, finanziato attraverso il gettito di slot machine e Vlt e la devoluzione di una quota pari al 5% alle casse regionali. Un intervento che vuole rafforzare il coinvolgimento delle amministrazioni locali nella governance del settore, ma non risolve del tutto le divergenze esistenti. C’è da intervenire, infatti, sulla frammentazione normativa accumulata negli anni che ha prodotto modelli regolatori differenti che si fa fatica ad abbandonare. In un contesto simile, anche le distanze dai luoghi sensibili potrebbero essere riviste con soglie differenziate: circa 100 metri per i punti certificati e 200 metri per quelli non certificati.

Prima del retail, il segmento online ha già vissuto una fase di riorganizzazione che lo rende oggi un riferimento per la trasformazione complessiva del settore. Negli ultimi anni il digitale ha introdotto procedure più standardizzate, sistemi di controllo centralizzati e strumenti di tutela del giocatore che stanno influenzando anche il modello terrestre. L’online, infatti, ha dimostrato come la regolazione possa coniugare tracciabilità, sicurezza e sostenibilità economica, elementi che ora entrano nel dibattito sulla riforma del gioco fisico. Lo dimostrano le slot machine di tipo VLT che rappresentano uno dei capisaldi del comparto per la loro capacità di unire sicurezza, esperienza ludica e tecnologia: account verificati, pagamenti elettronici e sistemi di monitoraggio in tempo reale hanno creato un paradigma che adesso si vuole replicare, almeno in parte, anche nella rete fisica.

Anche perché il riordino del gioco fisico è sempre più urgente e non più rinnovabili. Le associazioni di categoria chiedono regole chiare e stabili che consentano di valorizzare la rete distributiva tradizionale, in particolare tabaccherie e ricevitorie, considerate presidi fondamentali per l’offerta regolamentata. Dopo l’intervento sull’online, il 2026 viene indicato come l’anno decisivo per ridefinire l’assetto del comparto terrestre e garantire condizioni di concorrenza equilibrate. La prospettiva è quella di una rete più razionale, sostenuta da criteri uniformi e da un quadro concessorio aggiornato.

E allora proviamo a delineare una road map: il Governo punta ad arrivare all’approvazione parlamentare entro la scadenza della delega fiscale e a inserire direttamente nei decreti attuativi le gare per le nuove concessioni. Questo permetterebbe di pubblicare i bandi entro la fine dell’anno, con una base d’asta complessiva stimata intorno ai 2,5 miliardi di euro. La riforma, poi, dovrà affrontare anche temi strutturali come la prevenzione della ludopatia, il contrasto al gioco illegale e il rafforzamento dei sistemi di controllo, prevedendo strumenti di auto-esclusione e campagne informative. Temi importanti, che non possono più attendere.

Fonte: Redazione
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