Franco Meloni

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SINODO. Noi critici ma partecipi. Si vedrà… Intanto come laici ci siamo!

Partecipiamo al Sinodo e ai "cammini sinodali", promuovendo informazione, dibattito e iniziative il più possibile aperte e coinvolgenti. Qui ospitiamo un intervento di Giacomo Meloni.

Nel quadro dell'accordo tra i giornali online Giornalia e Aladinpensiero, unitamente a tre siti fb ( “Un sinodo per camminarinsieme”, “Patto per la Sardegna”, “Amici sardi della Cittadella di Assisi”),  per sviluppare, in collaborazione con la Pro Civitate Christiana di Assisi, un’attività di informazione e approfondimento, il più possibile aperta e coinvolgente, sulle tematiche del “Sinodo”,  publichiamo un intervento di Giacomo Meloni, cattolico, impegnato nel sindacato e nella società civile in favore dei lavoratori e dei ceti popolari.

BENEDETTO SIA IL SINODO, MA…

di Giacomo Meloni

Benedetto sia il Sinodo, questo Sinodo, che a livello universale inizierà il 9-10 ottobre 2021 a Roma per terminare solennemente tra tre anni nel 2023; mentre il 17 ottobre sarà la volta del Sinodo delle Chiese Particolari il cui termine è fissato nel mese di Aprile del 2022.

Mi considero un laico cattolico impegnato nel sociale e nel sindacato tra i lavoratori e tra gli ultimi, impegnato nelle battaglie per la pace contro ogni tipo di guerre, contro le fabbriche di armi ad iniziare dalla Fabbrica di bombe RWM in Domusnovas; assiduo nelle battaglie a difesa dell’ambiente per salvaguardare il territorio, il creato e la nostra madre Terra come Casa Comune.

Vi dico subito che sono molto dubbioso che il Sinodo raggiunga gli obiettivi che Papa Francesco ha indicato e la Segreteria Generale del Sinodo ha tradotto nel Documento preparatorio e nel Vademecum pubblicato il 7 settembre 2021. 

Sapete perchè? La Chiesa cattolica ha smesso in gran parte di essere e vivere come Comunità ad iniziare dai preti diocesani che vivono singolarmente una vita esclusivamente individuale e che spesso lamentano di soffrire di solitudine una volta che ritornano nelle proprie case dopo gli impegni parrocchiali sempre più assorbenti. Chi di loro ha più il tempo di leggere e studiare? Con chi si confrontano sui temi religiosi e sociali? Gesù viveva con la sua comunità, composta dagli apostoli, dai discepoli donne e uomini con cui si spostava a piedi per interi chilometri, visitando paesi e città. Ecco il senso del “camminare” a cui ci richiama il Documento Preparatorio del Sinodo.

Sono convinto che la Chiesa debba dare un segnale forte ed, almeno a partire dai preti di recente ordinazione, incominci a progettare Parrocchie guidate da comunità di preti e diaconi che vivono in comunità nella stessa casa. Del resto nel passato la Chiesa Cattolica finanziava direttamente la costruzione della Casa Parrocchiale, prima che, come ora, ci pensasse lo Stato dopo i Concordati e l’8 per mille. Perché non concepire Case per il Clero adatte alle piccole Comunità. Sono certo, perchè l’ho sperimentato, che vi è una profonda differenza tra le Parrocchie guidate ancor oggi da Comunità di Ordini Religiosi e Parrocchie guidate dal solo ed unico prete, che finisce per esser il tuttofare e manager di sé stesso, il più delle volte anche inconsciamente, finendo per accentrare su di sé tutte le attività parrocchiali.

La maggior parte delle Parrocchie che conosco hanno un’intensa vita liturgica e catechistica e, dove vi sono le strutture, un’attività oratoriale sempre più prevalentemente sportiva.

Vivo in una Regione, la Sardegna, che per ben due legislature ha approvato delibere a favore degli oratori con sovvenzioni milionarie approvate all’unanimità del Consiglio Regionale. Come Segretario Generale del Sindacato Sardo CSS, chiamato ad esprimermi in sede di Commissione Consiliare, ho lodato questa decisione, ponendo l’accento che i destinatari non fossero solo gli oratori di ispirazione cattolica e che quelle ingenti somme fossero soggette al controllo degli organismi preposti. Ciò ha provocato scandalo e qualche consigliere regionale mi ha accusato di voler mettere sotto controllo gli stessi Vescovi. Ebbene risposi che ogni euro che esce dalla Casse Regionali deve essere rendicontato a progetto e la sovvenzione ritirata laddove non servisse allo scopo per cui è stata erogata; per esempio, denunciai alcuni casi dove i soldi destinati all’oratorio erano serviti per altri fini benché leciti.

Il Sinodo vuole rilanciare il ruolo dei laici nella Chiesa, ricordandoci che tutti i battezzati, come recita la Costituzione del Concilio Vaticano II Lumen Gentium (promulgata da papa Paolo VI il 21 novembre 1964) siamo Popolo di Dio e come tali abbiamo una funzione sacerdotale, profetica e regale. Ma quanti di noi cattolici hanno mai letto questa Costituzione Conciliare? E quanti laici sanno che proprio nella Lumen Gentium c’è un intero Capitolo (esattamente il IV) che parla del loro ruolo nella Chiesa?

Un tempo i bravi parroci, al posto delle prediche talvolta noiose ed inconcludenti, leggevano brani dei Documenti Conciliari e sempre le Lettere Pastorali dei loro Vescovi ed i più bravi esponevano i contenuti delle Encicliche Papali. Citatemi qualche nostro parroco che ha tenuto un dialogo con i propri parrocchiani sull’Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium“ di Papa Francesco e sulle sue due Encicliche: “Laudato Sì’“ e “Fratelli Tutti“.

Sapete cosa sta succedendo? Succede che i fedeli che frequentano la Chiesa sono assolutamente all’oscuro di ciò che dice il Papa ed anche il proprio Vescovo, se non per ciò che sentono in TV o leggono in qualche rivista.

Hai voglia di applaudire un Papa come Francesco che si dedica agli ultimi e che va in cerca degli “scartati”, la Chiesa dei fedeli domenicali segue lunghe liturgie e ripete riti che li allontanano dal vero Cristo.

Giacomo Meloni


Fonte: Aladinpensiero online, Giornalia, Patto per la Sardegna,
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Franco Meloni

22 Set 2021

Dalla pagina fb di Brunetto Salvarani. VERSO IL CAMMINO SINODALE (27) Con la sua solita perspicacia e parrhesia papa Francesco, nel Discorso di auguri alla Curia romana in prossimità del Natale 2019 lo ha detto incisivamente: «Fratelli e sorelle, non siamo nella cristianità, non più! Oggi non siamo più gli unici che producono cultura, né i primi, né i più ascoltati. Abbiamo pertanto bisogno di un cambiamento di mentalità pastorale, che non vuol dire passare a una pastorale relativistica. Non siamo più in un regime di cristianità perché la fede – specialmente in Europa, ma pure in gran parte dell’Occidente – non costituisce più un presupposto ovvio del vivere comune, anzi spesso viene perfino negata, derisa, emarginata e ridicolizzata». E ha poi richiamato l’espressione dell’ultima intervista del card. Martini, nel 2012, quando disse che la Chiesa era indietro di duecento anni. don Erio Castellucci, Settimananews, 20-9-2021

Franco Meloni

21 Set 2021

Dalla pagina fb di Brunetto Salvarani. VERSO IL CAMMINO SINODALE (26) Citando il compositore Gustav Mahler, il quale “sosteneva che la fedeltà alla tradizione non consiste nell’adorare le ceneri ma nel custodire il fuoco”: “Prima di incominciare questo cammino sinodale, a che cosa siete più inclini: a custodire le ceneri della Chiesa, cioè della vostra associazione, del vostro gruppo, o a custodire il fuoco? Siete più inclini ad adorare le vostre cose, che vi chiudono – io sono di Pietro, io sono di Paolo, io sono di questa associazione, voi dell’altra, io sono prete, io sono vescovo – o vi sentite chiamati a custodire il fuoco dello Spirito?”. Papa Francesco ai fedeli della diocesi di Roma, 18-9-2021

Franco Meloni

20 Set 2021

Dalla pagina fb di Brunetto Salvarani. VERSO IL CAMMINO SINODALE (25) Alcuni di noi saranno per temperamento più conservatori e altri progressisti. Ciascuno deve però valorizzare la vocazione dell’altro. Non ci deve essere rivalità. Alcuni sono cuori e stomaci del corpo di Cristo, che mantengono vivo l’intero organismo. Altre sono mani che si protendono ed esplorano il mondo esterno, testando i confini, la pelle del corpo. Tutti sono necessari e nessuno deve essere disprezzato. La polarizzazione tra conservatore e progressista dovrebbe essere del tutto estranea al cattolicesimo. Timothy Radcliffe, Settimananews, 16-9-2021

Franco Meloni

16 Set 2021

Dalla pagina fb di Brunetto Salvarani. VERSO IL CAMMINO SINODALE (23) Una prima convinzione, rafforzata dal Covid ma già presente prima, è la necessità di tornare all’essenziale. Questo richiede un atto di discernimento che consiste nel riconoscere quello che finisce e quello che emerge nei cambiamenti attuali di società e di Chiesa. «Che cosa è essenziale nella vita della comunità cristiana, nella vita di fede, nel variare delle condizioni? In quali forme l’essenziale si può ridisegnare in modo che la perdita di una modalità non significhi perdita della vita nella fede? A livello di celebrazione-preghiera, di catechesi-formazione, di carità?» Enzo Biemmi, Settimananews, 10-9-2021

Franco Meloni

15 Set 2021

Dalla pagina fb di Brunetto Salvarani. VERSO IL CAMMINO SINODALE (22) Se il principio gerarchico rimane la conditio sine qua non di quello sinodale, allora “Chiesa e Sinodo” non sono sinonimi – come affermava Giovanni Crisostomo, chiamato in causa in sede di ricostruzione storica per affermare la struttura costitutivamente sinodale della Chiesa cattolica; e se, di fatto, l’ordinamento gerarchico è ciò che storicamente impedisce una rifondazione sinodale della Chiesa stessa, allora il rischio dell’allestimento di una farsa retorica è serio e reale – e come tale dovrebbe essere preso in dovuta considerazione. Marcello Neri, Settimananews, 14-9-2021

Franco Meloni

14 Set 2021

Dalla pagina fb di Brunetto Salvarani. VERSO IL CAMMINO SINODALE (21) Il documento si apre con un “appello a camminare insieme” – indice del fatto che si entra in un territorio desueto, da troppo tempo non praticato nell’edificazione dell’architettura complessiva della Chiesa cattolica. Appello che radica le comunità ecclesiali e l’istituzione nella storia comune degli uomini e delle donne del nostro tempo. In merito, si offre una breve diagnosi della condizione presente: segnata “dalla tragedia globale della pandemia da Covid-19 (…) che ha fatto esplodere le diseguaglianze e le inequità già esistenti”. Marcello Neri, Settimananews, sul Documento preparatorio, 14-9-2021

Franco Meloni

13 Set 2021

Dalla pagina fb di Brunetto Salvarani. VERSO IL CAMMINO SINODALE (20) E naturalmente ci vogliono fede, coraggio e quello che Rosmini chiamava «spirito d’intelligenza». Siamo davanti ad un cambiamento d’epoca, piccoli aggiustamenti di facciata non servirebbero a nulla. Non abbiamo bisogno di esercizi, rinunciatari e banali, di cosmesi o di chirurgia estetica. Ci vuole il coraggio della radicalità evangelica. Altrimenti il secolarismo rampante ci devitalizzerà; saremmo, allora, davanti – e non sarebbe la prima volta nella storia – ad un fallimento pastorale. Invece ci vuole coraggio, che poi è fede nel Vangelo e docilità al soffio dello Spirito. E, come dice Francesco, «Non dobbiamo avere paura di elaborare strumenti nuovi […] i tempi attuali richiedono intelligenza e coraggio per elaborare strumenti aggiornati, che trasmettano all’uomo d’oggi la ricchezza e la gioia del kerygma, e la ricchezza e la gioia dell’appartenenza alla Chiesa». In Spirito Santo e fuoco. Fulvio De Giorgi, 2-2-2021

Franco Meloni

11 Set 2021

Dalla pagina fb di Brunetto Salvarani. VERSO IL CAMMINO SINODALE (19) Quando si dà voce a una comunità così ampia e, alla fin fine, così poco conosciuta, non si sa mai quali possano essere i sentimenti e i pensieri dominanti. Il rischio che emergano posizioni scomode, però, non può frenare o addirittura bloccare il dovere evangelico dell’ascolto. Si tratta, perciò, di gettare il cuore oltre l’ostacolo dei consueti timori clericali e di mettere in moto un processo di consultazione “dal basso” – e di ascolto dello Spirito – libero e aperto. Giovanni Ferrò, Jesus, agosto 2021

Franco Meloni

10 Set 2021

Dalla pagina fb di Brunetto Salvarani. VERSO IL CAMMINO SINODALE (18) Mia ipotesi, credo realista: in qualche diocesi la consultazione locale potrebbe anche portare ad un risveglio di partecipazione ecclesiale effettiva; a livello macro però credo che ciò non sarà la maggioranza dei casi. Le indicazioni provenienti dalla base saranno prontamente assunte dentro a un testo, la cui prospettiva però le neutralizzerà il più possibile. Perché un sinodo fatto in condizioni di paura e di crisi difficilmente smentisce con coraggio il contesto di partenza. Don Abbondio docet! Ora credo che quei fedeli (laici e consacrati) che sentono forte l’esigenza di non farlo finire così abbiano il dovere morale di trovare tutti i modi per “esserci” e per pungolare, criticare, proporre alternative, facendosi sentire in ogni luogo possibile e a tutti i livelli possibili. Forse esiste anche il carisma del rompiscatole. Gilberto Borghi, VinoNuovo, 31-8-2021

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