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Sulla chiusura del “caso Bovio”

Redazionale


Dal 2 luglio dello scorso anno e fino a questi ultimi giorni, la piattaforma informatica che lanciammo ormai quasi tre anni fa – Giornalia.com – ha accolto una cinquantina o forse più di interventi sul cosiddetto “caso Bovio”. Nello spirito della testata abbiamo offerto il modo, al pubblico, di partecipare con tutta libertà, esprimendo ogni genere di opinioni.

Naturalmente hanno trovato ospitalità, nello stesso tempo, analisi e valutazioni su numerose altre materie (dai “contos” cagliaritani al prossimo sinodo diocesano, dalla campagna vaccinale alla produzione libraria di autori i più vari, alla denuncia di inadeguatezze di talune infrastrutture pubbliche locali, ecc.) e le firme che si sono proposte, dacché abbiamo iniziato la nostra attività, superano - con nostra piena soddisfazione - il centinaio. Perché la piattaforma fin da subito si è presentata - lo ripetiamo - come luogo di confronto libero a 360 gradi, evidentemente nel rispetto anche formale delle persone e delle altrui opinioni e delle regole.

Ora, tornando al “caso Bovio”, sappiamo che si va a chiudere. O, per lo meno, che Gianfranco Murtas (che il dibattito ha aperto) ha deciso di metter fine ai suoi interventi sull'argomento. Non sappiamo con quali esiti pratici della "vertenza", tanto più riferiti a quanto è stato considerato irriverente verso le autorità dello Stato ma poi certamente anche verso le tradizioni civili e culturali, e le figure che ne sono state espressione, del nostro Paese e della nostra Sardegna. 

Giornalia doveva soltanto offrire lo spazio ad un franco dibattito, nulla di più. E siamo contenti di aver assolto a questo impegno con il massimo della correttezza sempre. Quando ci è stato dato di pubblicare immagini che ritenevamo bisognose d’una schermatura per tutelare la riservatezza delle persone, siamo intervenuti con delle pixellature anche piuttosto invasive.

Ora che si chiude, abbiamo pensato di poter marcare quest’ultimo passaggio, con un estremo intervento grafico che renda simbolicamente anche il valore della conclusione: abbiamo segnato a mo’ di cancellazione queste fotografie tratte tutte da internet, dunque dalla rete di pubblico accesso, come a voler dire “capitolo chiuso”. Per il poi, e nell’operativo suo interno, la Massoneria cagliaritana – protagonista assoluta delle vicende cui s’è fatto riferimento – proceda, con i migliori auguri, secondo le dinamiche che essa stessa vorrà darsi, nel confronto di idee e posizioni responsabili.

Il sito resta a disposizione per altre occasioni, più che di vertenze speriamo di concorde impegno associativo a pro della città e dell'Isola tutta. Naturalmente ove dei soggetti singoli o collettivi, intendessero ancora commentare il "caso Bovio", la piattaforma resta a disposizione per accogliere i loro contributi.


Fonte: Redazione
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