Antonella Soddu

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  Politica

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TAGLIAMO IL NUMERO DEI PARLAMENTARI E TENIAMOCI QUELLI CON NASO PIU’ RUBICONDO DEL SOLITO.

...siamo difronte a quella che è a tutti gli effetti "una battaglia di dietrologia demagogica"


Di Antonella Soddu 

La butto lì così, semplicemente. Siamo davvero sicuri che operando un taglio del numero dei parlamentari e ottenendo un risparmio annuo di circa 50 milioni di euro, il Paese ci guadagnerà?

Non ne sarei tanto sicura. A ben vedere le cose, siamo difronte a quella che è a tutti gli effetti "una battaglia di dietrologia demagogica" in quanto, con ogni probabilità il vero problema di questo Paese è evidentemente la cosiddetta "selezione della classe dirigente".

Per meglio intenderci, credo che molti di noi due giorni addietro hanno seguito la diretta dei lavori al Senato; ebbene quello che si è presentato ai nostri occhi, e che probabilmente ha scorto anche il meno arguto osservatore di politica, altro non è stato che la conferma di una tremenda decadenza culturale, etica, umana dei protagonisti (tutti) della politica italiana.

E' stato il riassunto in chiave di quello che è lo stato disastroso del nostro Paese perso in una sequenza di livore, maleducazione, mancanza di senso delle istituzioni. Inadeguatezza, scarsa conoscenza delle più basilari norme costituzionali e di educazione civica; quest'ultima paradossalmente recentemente reintrodotta come materia di studio nelle nostre scuole e, ancora più paradossalmente invocata dal Ministro degli interni nel suo intervento di circa dieci minuti. Un intervento farcito di luoghi comuni, d’ironiche battute da osteria d’infimo livello rivolte ai colleghi Senatori, tracciando con le sue parole il ritratto d’egli stesso con sfumatura grottesca di manzoniana memoria – “fisico del parassita gran bevitore, dal naso più rubicondo del solito”.

D'altra parte però, come suddetto, il Ministro ha avuto buona compagnia nei vari Renzi, Marcucci e nella stessa Presidente del Senato, Casellati la quale ha pensato male di replicare all'intervento della Senatrice De Petris palesando un comportamento ascrivibile al litigio in classe tra due compagne di scuola. Il quadro che ne è venuto fuori non saprei nemmeno a cosa accostarlo se non, forse, a uno scritto tragico /suicida stile Ossian.

Dentro l'aula del Senato, sugli scranni sui quali un dì sedettero coloro che scrissero la Costituzione consegnandoci una carta ricca di contenuti civili, di diritti e doveri, una Costituzione anche aperta e finalizzata all'adeguamento ai cicli di cambiamento dei secoli visti dai nostri padri con lungimirante visione, pochi giorni fa è andato di scena il personalismo, l'arrivismo, mascherato da buon senso. L’ha mostrato l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi con il suo esser "io" assoluto che tutti abbiamo imparato a conoscere e che è tornato prepotentemente a sfoderare in quella conferenza stampa poco prima dell'inizio dei lavori dell’aula di Palazzo Madama. L’ha mostrato Matteo Salvini che in aula ha assunto la funzione di segretario di partito in comizio elettorale incurante del suo delicato ruolo di Ministro degli Interni del Paese, lasciandosi andare a espressioni da bullo di periferia che applaudito dai suoi asserviti attinge maggior livore da scaricare attraverso smorfie facciali, sguardi allucinati e parole che evocano solo la rissa. Mentre mandava a destra e a manca, baci. Per dirla tutta, ho chiuso gli occhi e per un attimo i protagonisti di quell'aula del Senato, età media 55 anni, che ridevano servili a ogni passaggio sconcio del loro leader, mi ha ricordato i commensali della tavola del Conte Attilio ben descritti dal Manzoni, il quale descrisse tutto il suo disprezzo per il leguleio (mezza tacca, pedante e cavilloso) servile con queste parole - "Due figurine di parassiti sbalzate con pochi rapidi tratti, da mano maestra che mettono in risalto la loro passività spirituale: mangiano, bevono a capo chino, a quattro ganasce, sorridono, sempre pronti ad approvare le altrui opinioni quando su di esse tutti sono d'accordo. Cominciando dalla minestra a dir di si, con la bocca, con gli occhi, con gli orecchi, con tutta la testa, con tutto il corpo, con tutta l'anima, alla frutta v'avevan ridotto l'uomo a non ricordarsi più come si facesse a dir di no".

Ecco che allora cosi semplicemente, ripeto, la butto lì e chiedo, meglio tanti ma capaci, onesti, preparati, competenti, o pochi maleducati, incapaci, pieni di livore, mezze tacche e pedanti che ci facciano risparmiare 50 milioni di euro l'anno ? Non so, ditemi voi!  Di A. Soddu




Fonte: Propria
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