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Un nuovo documento, dopo la Gran Loggia, sul cagliaritanissimo “caso Bovio”

Redazionale


Il 20 dello scorso mese di settembre, Giornalia.com ha pubblicato un redazionale che graficamente – col doppio frego rosso – parlava forse più chiaro che non con il suo breve testo.

Dopo gli ultimi due articoli di Gianfranco Murtas il quale aveva riferito di voler concludere, per quanto di competenza, la polemica giornalistica iniziata addirittura il 2 luglio 2020, anche la redazione di Giornalia.com annunciava di volersene estraniare, peraltro auspicando una soluzione positiva, al più lasciando alla storia di giudicare le schiene dritte e quelle storte, l’onestà intellettuale e l’arzigogolo mestatore venuti in scena zampillando quasi ogni giorno per ben cinquecento giorni dall’inizio dell’estate dello scorso anno all’inizio dell’autunno di questo nuovo anno!

Naturalmente ciò non avrebbe chiuso artificiosamente il dibattito ove esso fosse stato alimentato da altri soggetti rispettosi sempre delle norme etiche a presidio del libero dibattito e della stessa funzione di medium, o piattaforma aperta, del sito di Giornalia.com.

Noi siamo stati e siamo terzi rispetto alle vicende in corso ormai da anni e specialmente, con triste spettacolarizzazione, nell’ultimo biennio a Palazzo Sanjust. Abbiamo raccolto con assoluta imparzialità tutte le voci che hanno voluto esprimersi, ma non abbiamo da parte nostra aggiunto legna al fuoco: non era e non doveva essere compito nostro.

Così, pur essendoci pervenute varie segnalazioni di comportamenti ritenuti non corretti anche nella gestione amministrativa dell’organo regionale del Grande Oriente d’Italia, noi non abbiamo mai raccolto. D’altronde non ci competeva di analizzare i conti e metter becco sulla cosa. Né ci competeva di dar ragione e dar torto a questo o a quello. Soltanto ci interessava – ed uscivamo allora dalla nostra terzietà – “gridare” che il presidente della Repubblica non lo si poteva insultare, né così alcuna altra carica dello Stato, né così il “venticinque aprile”, né così la tradizione liberale e democratica dell’Italia risorgimentale rilanciata nell’Italia postfascista e repubblicana. No, lì la nostra posizione doveva emergere chiara: con la Repubblica sempre, con gli statuti di democrazia sempre, con le idealità europeiste sempre.

Ripetiamo: non competeva a noi dare le pagelle e improvvisarci poliziotti o finanzieri o revisori contabili o altro sulle cose di cui ci arrivavano notizie che non potevamo accertare nella loro fondatezza. Ad esempio circa forti differenziali fra i costi di mercato e quelli invece sostenuti per un approvvigionamento di undici defibrillatori poi donati al CONI – a mani di dirigenza e per una successiva distribuzione a società sportive e palestre private –; a contributi finanziari forniti al circolo dei lavoratori ferrovieri con il lodevole scopo di accompagnare le attività ludiche dei bambini e invece indirizzati a controscopo banalmente venale (tanto che il bonifico sarebbe stato infine restituito al mittente); a onerose sanificazioni dei locali di Castello in un lungo tempo in cui la sede era chiusa e abitata semmai soltanto da chi nel frattempo giocava con i busti di Bovio, di Mazzini e forse anche di Armandino Corona sotto lo sguardo vitreo del gran maestro; a spese elevatissime per arredi d’una biblioteca tutta da farsi ed alla gestione pure onerosa di quest’ultima quando invece risorse interne alle logge ben avrebbero potuto condurre gratuitamente il comparto culturale del GOI sardo, ecc. 

Abbiamo qui adesso esemplificato, ma possiamo assicurare che il doppio e il triplo di queste segnalazioni ci sono pervenute – e riteniamo siano pervenute anche altrove – nel corso del tempo, come di una sorprendente (e variamente interpretabile) cospicua donazione all’ATS: però mai abbiamo “raccolto”, pur ponendoci, in quanto cittadini che amano la loro Cagliari e la loro Sardegna e come per automatismo, un problema morale su disagi e difficoltà che una società della storia del Grande Oriente d’Italia andava manifestando nella realtà concreta dell’oggi.

Dunque confermiamo questa nostra distanza – e sia pure una distanza amichevole – dalle persone e dalle organizzazioni, non dai valori certamente. Lo confermiamo ancora adesso che siamo stati destinatari di un documento che un gruppo di massoni sardi della Comunione giustinianea ci ha indirizzato.

Lo riportiamo nella integralità del testo insieme polemico e dolente, forse dolente più che polemico. Assistiamo a questa nuova scena. Non sappiamo se ci saranno reazioni positive o negative, di consenso o di rigetto. Sappiamo – perché di questo saremo, noi con la benemerita Associazione Cesare Pintus, promotori – che una mostra fotografica comprensiva di una selezione delle immagini shock presentate in molti degli articoli da noi postati sul “caso Bovio” è in preparazione per il prossimo dicembre, unitamente ad una piccola pubblicazione. Tutto sarà da ricondurre alle celebrazioni del centenario della morte del grande sindaco Ottone Bacaredda.

Possiamo, al riguardo, anticipare anche il titolo della mostra: “Racconto Bacaredda (nel centenario della morte) Racconto Giovanni Bovio… Spruzzi di massoneria, fra lapidi e monumenti, nella Cagliari della belle époque”. Curatore della manifestazione, che si protrarrà per l’intero mese di dicembre, è Gianfranco Murtas che il suo primo libro ampiamente dedicato all’azione amministrativa di Ottone Bacaredda ha pubblicato nell’ormai lontano 1988 e che successivamente molti studi ha pure presentato, a stampa e in conferenze, sulla personalità di chi traghettò il capoluogo sardo dall’Ottocento al secolo nuovo e fino quasi alla vigilia della greve rivoluzione fascista.   

Questo è dunque l’intervento che abbiamo ricevuto ieri e che abbiamo, qui sotto, titolato come gli scriventi stessi hanno proposto.


La Giustizia a comando del Grande Oriente d'Italia: omertà ed ipocrisie a Cagliari. Doppi pesi e doppie misure A.:F.:D.:G.:A.:D.:U.:


Ai lettori di Giornalia si annuncia con grande soddisfazione una clamorosa svolta! Finalmente la Giustizia Massonica si muove sul caso Bovio/Mattarella/odio verso i musulmani/insulti alle donne/offese ai Fratelli.

Dicevamo che giustizia sta per essere fatta, a dispetto dei soliti detrattori e disfattisti!

La Massoneria sarda dimostra di essere Comunione retta e specchiata, capace di rigettare le accuse di ipocrisia dell’ultimo anno e mezzo!

Riportiamo pertanto con gioia il Decreto emanato in data 24 settembre 2021, con il quale il Presidente del Tribunale Circoscrizionale della Sardegna, costituito il Collegio Giudicante in data 23 settembre 2021 e, nella procedura in considerazione, composto dai Fratelli Giudici :. :. (Presidente che assume altresì il ruolo di Relatore), Fr. :. :. (Giudice Effettivo), Fr. :. :. (Giudice Effettivo),

LETTA

La Tavola d’accusa pervenuta in data … … 2021 e promossa dal Fr. :. :. nella qualità di Oratore del Collegio dei MMVV della Sardegna, nei confronti del Fr. :. :. della R.:L. Kilwinning all’Or.: di Cagliari

LETTE

Le osservazioni del Fr. …, contenute in due note fatte pervenire in data ... e ... settembre 2021,

FORMULA

Sulla base della Tavola come sopra pervenutagli, dei fatti ivi dedotti e dei documenti alla medesima allegati, i seguenti capi d’accusa:

1. Violazione dell’art. 9, comma secondo, della Costituzione dell’Ordine, laddove impone a ogni Libero Muratore di “…astenersi da ogni azione contraria alla lealtà, …”;

2. Violazione dell’art. 15, comma terzo, della Costituzione dell’ordine, laddove prevede che integrano gli estremi della colpa massonica “…a) ogni contegno nei rapporti massonici contrario ai sentimenti di rispetto, di fraternità e di tolleranza …”;

3. Violazione dell’art. 20, secondo comma, della Costituzione dell’Ordine, laddove prevede che il M:.V:. “…è responsabile dell’esecuzione delle deliberazioni degli Organi del Grande Oriente”;

4. Violazione della Promessa Solenne resa durante l’installazione nella carica di M:.V:. laddove l’insediando promette di “… adempiere a tutti gli obblighi impostimi dalla carica, nell’intento di cooperare con perseveranza alla diffusione dei Principi massonici e al decoro dell’istituzione” nonché di “ … osservare in ogni evenienza le Costituzioni e le Deliberazioni degli Organi del G.:O.:I.:”;

5. Violazione inerente il venir meno all’impegno assunto, in sede di Installazione, di tenere durante il Magistero “condotta esemplare”, di essere “affidabile nei modi, giusto in ogni circostanza” nonché “fermo nei Princìpi che regolano la Libera Muratoria”;

6. In riferimento a tutti i capi che precedono si contesta, altresì, l’aggravante della carica di Maestro Venerabile rivestita dall’incolpato.

RITENUTA

La competenza a giudicare dell’intestato Tribunale Circoscrizionale della Sardegna in merito al presente procedimento ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 66 Costituzione,

FISSA

Per la discussione del procedimento l’udienza in data mercoledì 24 novembre 2021, alle ore 15,00 per le ore 15,30 presso la Casa Massonica di Cagliari, Piazza Indipendenza n. 1.

AVVERTE

Che l’incolpato, a pena di decadenza, ha facoltà di presentare memorie scritte di difesa con la allegazione della documentazione e la formulazione dei mezzi di prova a sostegno nel termine di 30 giorni (trenta) dal ricevimento del presente Decreto.

DISPONE

La comparizione del Fr. … …, nella qualità di Oratore del Collegio MMVV della Sardegna, nella qualità di estensore della Tavola d’accusa, da una parte e quella del Fr. incolpato, dall’altra, per l’udienza di mercoledì 24 novembre 2021 alle ore 15,00 per le ore 15,30 presso la Casa Massonica di Cagliari, Piazza Indipendenza n. 1.

A.:F.:D.:G.:A.:D.:U.:

(Alla Faccia Del Grande Architetto Dell’Universo)

Doverosa spiegazione ai lettori di Giornalia:

il presente Decreto è stato emanato (si levi il nostro riferimento alla R.L. Kilwinning) non contro chi ha portato reale disonore alla Massoneria Sarda, ma contro tre Fratelli, Maestri Venerabili delle Logge Ciusa e Asproni di Cagliari ed Ugolino di Iglesias, “colpevoli” di aver chiesto un necessario chiarimento, con convocazione assembleare straordinaria a seguito di raccolta di firme, nella gestione della cassa collegiale, a motivo del ripetuto verificarsi di situazioni parecchio equivoche.

...Forse qualcuno il 24 novembre alle ore 15,30, in quel di palazzo, dovrebbe rivolgere all’Oratore del Collegio, e non ai cosiddetti "incolpati" (ma di cosa?) l'unica domanda seria possibile: «Tu che imputi slealtà e comportamenti indecorosi, dov'eri quando un Maestro Venerabile, Presidente del Consiglio dei MMVV di Cagliari, oltraggiava Mattarella e propugnava idee fascistoidi su facebook dalla nostra Sede di Cagliari, definendo la festa nazionale del 25 aprile “venticinqueaprilestopardecojoni”?»

Chissà... non sappiamo se finalmente qualcuno si ricorderà di essere Massone per davvero e passerà da "incolpato" ad accusatore con contro-Tavole d'accusa!

Ma poi “incolpati” da chi? Da chi ha disonorato la Massoneria con incredibili condotte omertose sfocianti nella connivenza? 

Vertici e Tribunale sono completamente delegittimati agli occhi di tutta la Circoscrizione. E le Tavole d'accusa ai Maestri Venerabili della Ciusa, della Asproni e della Ugolino sono veri e propri atti di intimidazione associativa!

L'Oratore del Collegio è poi apertamente passibile Egli stesso di Tavola d'accusa, per essersi sottratto ai doveri inerenti la carica sul caso Bovio/Mattarella/odio verso i musulmani/insulti alle donne/offese ai Fratelli, come specificato da:

Capo X del Regolamento dell'Ordine - Dei poteri di iniziativa e di impugnativa Art. 204 - “Gli Oratori del Collegio Circoscrizionale esercitano il potere di iniziativa per le colpe massoniche davanti ai Tribunali Circoscrizionali, ...”.

Insomma, se non ci fosse da disperarsi, se non fosse una tragedia, sarebbe una farsa.

Anzi peggio, un Circo per numeri da pagliacci.

V.:

Vergogna



Fonte: Redazionale
RIPRODUZIONE RISERVATA ©



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Fratelli Giovine Italia

15 Ott 2021

Eja, credici

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tramus comar

15 Ott 2021

@ Fratelli Giovine Italia E' oramai tristemente noto che, una profonda ossessione vi stia divorando. Per quanto a conoscenza (e per quanto dato a vedere), non si rilevano riferimenti a quelli che voi definite "fratelli", in nessuno degli elementi citati come "prova". Si rileva, invece, una marcata propensione, da parte di leoni da tastiera, alla mistificazione ed alla conseguente strumentalizzazione con fini belligeranti, di cose assolutamente private che nulla hanno a che fare con voi (istituzione).

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Fratelli Giovine Italia

11 Ott 2021

Per quanto possa valere ci uniamo al commento della Redazione di Giornalia. Sull'anonimato possiamo solo rilevare che tutti quelli che hanno provato in modo scoperto a prendere posizioni severamente critiche nell'ultimo anno e mezzo sono stati bersagliati da provvedimenti disciplinari, gli ultimi a sperimentare il "metodo" sono appunto i Fratelli Antonio, Luca e Nicola. Ai quali va anche la nostra solidarietà di Circolo mazziniano del GOI. Invece, al profano studioso della nostra Arte che confonde critica ad alcuni tesserati, dimostratisi indegni di essere considerati Massoni, pur restando per altri aspetti degne persone (poiché l'essere Massoni dovrebbe esprimere un plus di qualità morali e non un minus), con critica alla Massoneria come istituzione, consigliamo di continuare a studiare ed approfondire (soprattutto a scavare nel suo cuore). Presti soprattutto attenzione a non accettare mai e poi mai che sotto l'ombrello di un gran "nome" sia coperto l'operato del singolo. Massoni non lo si è con l'iniziazione nel Tempio, Massoni lo si è con l'esempio; questo significano le parole "ripetute prove ed approvazioni". La Massoneria è cosa ben più alta dei singoli adepti, ed è cosa vera solo per chi la pratica dentro e fuori dal Tempio. Chi la sfonda dando ad un Fratello della «carriola di merda» tra le Colonne del Tempio ne è fuori, smaccatamente fuori, qualsiasi grembiule indossi. Caro profano, quando avrai capito questo, e se vorrai avvicinarti al nostro percorso, sarai sicuramente il benvenuto. E probabilmente, solo a queste condizioni, potresti essere una buona pietra per le fondamenta del Tempio.

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Redazione

11 Ott 2021

Il nostro editoriale dell’altro ieri che avvertiva di un nuovo documento giunto alla redazione si era sforzato di tenere alto il dibattito, confermando la terzietà della testata, la piena disponibilità ad accogliere ogni opinione educatamente esposta e sempre rinnovando – sul piano dei valori – l’adesione convinta e granitica di Giornalia.com ai principi della costituzione repubblicana, ed a quanto da essa deriva. Piace adesso nuovamente sottolineare questa posizione mentre si rileva, con qualche rammarico, che da parte di taluno intervenuto nel dibattito con libere osservazioni, si sia utilizzato un lessico non rispettoso dell’altrui pensiero. Ripetiamo: la dialettica confortata dagli argomenti è il sale della democrazia vissuta, mentre il dileggio dei contraddittori inficia la sanità del dibattito. Esortiamo chi intenda ancora aggiungere il proprio giudizio sulla vicenda Bovio (e vicenda, diremmo, Mattarella-Napolitano-Fico e anche vicenda democrazia liberal-repubblicana) all’utilizzo di un vocabolario corretto e perfino cordiale: i toni giusti sono quelli che arrivano meglio di quelli strillati. Gli strilli non si capiscono, le parole educate invogliano al dialogo.

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tramus comar

11 Ott 2021

L'unica cosa certa è che parli di "assunzione di responsabilità, mentre da verme al pari di tutti gli anonimi", non ti firmi. Su una cosa hai ragione: bisogna ripulire la Circoscrizione! Vero, ma: dagli infami codardi che galleggiano nell'anonimato. Tanto per chiarire, io non sono massone - grazie al cielo -, ma da studioso della massoneria non posso non avere i conati nel vedere cotanta infamia in capo a un'istituzione che non merita di avere, tra i suoi iscritti, degli anonimi detrattori -questi si- in vero stile fascista.

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Alex Optimus

10 Ott 2021

Supponiamo pure sia normale che l'oratore collegiale riceva volta per volta pressioni da parte di questo e di quello per fare o non fare Tavole d'accusa, ma è altrettanto normale che ogni volta che subisce pressioni sia prono al volere altrui? Cioè, è proprio dovere di carica farsi strumentalizzare a comando? Chiedo per un amico.

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Fratelli Giovine Italia

10 Ott 2021

Oh no!! Apprendere che non può più partecipare serenamente alla pizzata di loggia ci rattrista profondamente!! Domenica rovinata. Ce ne ricorderemo la prossima volta che canteremo l'Inno composto da Goffredo Mameli, morto a 21 anni per colpa di una fucilata francese nella difesa della Repubblica Romana. Anche lui poi dovette saltare il dolce...

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Bainzu Cordeddu

10 Ott 2021

Salve a tutti, mi sono iscritto a Giornalia per commentare questo redazionale. Sono un massone cagliaritano, nella vita faccio il consulente e sono un semplice fratello di mezza età che non ha mai avuto incarichi di nessun tipo, uno fuori dal giro che conta insomma. Vivo questa condizione come un vanto, non come una mancanza, perché le onorificenze non mi sono mai interessate ed anzi penso che siano il contrario di un serio percorso iniziatico, che per essere tale deve proprio rifuggire le medagliette. Semplicemente volevo portare una testimonianza. Da quanto ne so io, ed assicuro tutti di essere molto ben informato, almeno due dei tre Maestri Venerabili che oggi prendono l'iniziativa, a loro modo di vedere meritoria, per un repulisti in tema di gestione dei soldi comuni, l'anno scorso erano tra quelli che difendevano i loro attuali accusatori sul caso Bovio. Uno dei tre prendendo pubblica posizione, anche con carteggi personali, contro chi all'epoca denunciava la deriva fascista a Palazzo, un altro pronunciandosi per la rielezione a Presidente del Consiglio dei MMVV di Cagliari di chi si era appena (giustamente) dimesso in seguito allo scandalo provocato. Troppo facile adesso dirsi difensori delle alte idealità della Libera Muratoria. Quando fa comodo, e quando fa comodo avere l'appoggio di Giornalia.... a supporto! Probabilmente la cosa più giusta da fare sarebbe un commissariamento della Circoscrizione sarda, perché arrivati al punto in cui si è arrivati non è questione di migliori o peggiori, ma è questione che non esiste più in Sardegna una classe dirigente massonicamente presentabile. Ed il Gran Maestro dovrebbe porre sotto tutela l'intero Oriente regionale, almeno finché non verranno fuori dignitari autenticamente degni di quel titolo. Attualmente c'è solo burumballa. In quanto all'Oratore del Collegio, aggiungo, inutile prendersela con lui, perché chi lo conosce sa come stanno le cose e sa come l'anno scorso abbia ricevuto pressioni per non intervenire sullo scandalo Bovio (e lui era il primo ad esserne costernato!), come ora ha ricevuto pressioni per firmare delle Tavole d'accusa che mai avrebbe voluto firmare. Piuttosto qua inviterei pubblicamente a non volerlo più strumentalizzare per via del suo ruolo. Se qualcuno vuole scrivere Tavole d'accusa se ne assume la responsabilità e se le firma lui, senza scaricarne la responsabilità su altri.... Soprattutto quando si tratta di Tavole che sappiamo tutti essere farlocche. Il fratello in questione non merita di venir strumentalizzato e ha diritto di viversi una serena appartenenza alla sua loggia, cosa che gli è impedita dalle ultime vicissitudini. Ho detto

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