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L'accusa di "tradimento" al Grande Oratore, che non volle difendere l'onorabilità cagliaritana di Giovanni Bovio. Una nuova esplosiva questione processuale al centro della vicenda Salsone-Bonvecchio

Redazionale


Giornalia.com, lo ripetiamo sempre con garbo e coscienza serena, non è un organo massonico, non lo è né in via diretta né in via indiretta, non lo potrebbe essere perché la sua ambizione è di essere una piattaforma di servizio informativo “autogestito” dal pubblico che ami il confronto delle opinioni a tutto raggio.

Certamente nel corso degli anni, fra le centinaia di articoli postati, il tema massonico, tanto più dal punto di vista storico che non da quello del programma corrente, è comparso numerose volte nei nostri spazi. La collaborazione che ci ha offerto fin dal 2019, quando abbiamo iniziato la nostra “avventura”, l’amico Gianfranco Murtas (che all’argomento aveva dedicato alcune decine di libri e un numero dieci volte maggiore di interventi sulla stampa scritta nell’arco di quasi mezzo secolo, e col quale il Direttore editoriale di Giornalia.com aveva condiviso varie esperienze nella produzione di corto-mediometraggi e titoli, libri e mostre) ha determinato, nel tempo, questa corposa presenza, ma non indirizzato in alcun modo la missione della testata.

Nell’arco degli ultimi 26 mesi – la partenza è il 2 luglio 2020 – la protesta per le offese recate al busto storico di Giovanni Bovio ed a quello di Giuseppe Mazzini proprio nella sede massonica di Cagliari, e per le insolenze schizzate come fanghiglia sul presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente emerito Giorgio Napolitano, il presidente della Camera Roberto Fico, la ricorrenza del 25 aprile, l’impronta democratica del nostro ordinamento (e innumerevoli altri bersagli), nonché per i furti e scempi perpetrati da mani “interne” a palazzo Sanjust, ha tenuto campo da noi. Non soltanto con gli articoli di denuncia, ma anche con circa settanta interventi postati da vari lettori portatori di sensibilità e visioni diverse, soprattutto pro o contro la copertura che il Grande Oratore e altri alti dignitari regionali avevano (non possiamo più dire “avrebbero”) offerto allo “scempio”.

Chiunque lo voglia, può scorrere la lunga sequenza e trovare prova dolente di quanto qui riassunto.

Sorprese taluno del grande pubblico quanto riferito dal maggiore quotidiano isolano, L’Unione Sarda, in un lungo articolo del 23 agosto 2020, il quale aveva raccolto testimonianze circa puntate di proscrizione (leggi allontanamento) di chi segnalava gli abusi ed aveva raccolto anche una virgolettata dichiarazione del Gran Maestro Stefano Bisi rivelatasi immediatamente e radicalmente contraria alla verità dei fatti riguardo alle responsabilità denunciate.

In diversi contributi postati dal pubblico, che ben doveva conoscere sia la materia sia le persone, si fece riferimento, come pressante o potente regista della operazione “copertura”, al Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia Michele Pietrangeli, lontano o lontanissimo successore di Giovanni Bovio – l’anima grande del postrisorgimento nazionale, amatissimo nella Cagliari e nella Sassari del passaggio di secolo – e ispiratore della ripresa massonica nel capoluogo nell’ultimo decennio dell’Ottocento. (Il Direttore editoriale di Giornalia.com, firmando nel 2013 un video presentato a palazzo Sanjust sul centenario del monumento cagliaritano a Giordano Bruno, poté facilmente ripresentare – lui pur di formazione cattolica e salesiana – la nobiltà del sigillo boviano in quella operazione).

Noi non sappiamo, ovviamente, se il Grande Oratore sia stato veramente una specie di Bovio rovesciato, se cioè sia vero quel che scrisse un articolista il 9 settembre 2021 (“Io quel 18 luglio c’ero!”: https://giornalia.com/articoli/io-quel-18-luglio-cero/) e così con lui vari altri. E se tutti chinarono la testa, allineandosi, per paura (?) o per convinzione a quanto imposto in una riunione regionale dei capi-loggia.

Noi sappiamo, invece, che il Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia ha fama, a Cagliari, di eccellente medico chirurgo (ora nella riserva), con ascendenze illustri e sul fronte paterno e su quello materno, sul quale tante volte ha scritto, biografando il secondo Ottocento cagliaritano e il primo Novecento, proprio il nostro amico Gianfranco Murtas prima di rinunciare a proseguire, sfiancato e ormai malato, nell’impari lotta contro chi agiva e chi copriva…

Due appartenenti alla locale loggia Giorgio Asproni (una delle più attive e “impregnate” di vivace cultura mazziniana fino a una dozzina d’anni fa) ci hanno esortato, nei giorni scorsi, e con rinnovato spirito d’amicizia, a proseguire nella pratica, che peraltro ci è naturale, di dar spazio a tutti, anche agli estremi... E, nel rispetto sempre dei canoni della buona educazione, noi sentiamo di continuare a rendere un servizio informativo accogliendo questi più recenti contributi, che sono sì documentari ma, implicitamente, anche di commento a quanto avvenuto.

Ringraziamo anche, qua pubblicamente, coloro i quali ci trasmettono ragionamenti e documentazione utile a seguire gli snodi di una vicenda che si “gioca” ormai sul più vasto terreno nazionale. Gli stessi spazi offriamo, con pari liberalità, a chiunque voglia farsi portatore di giudizi opposti.

Così dal continente abbiamo ricevuto, nella serata di domenica, il documento del quale indichiamo il link. Documento che fornisce il dettaglio di quanto già pubblicato in precedenza. Abbiamo soltanto coperto, con un robusto frego, i nominativi di persone che sono estranee alla Giunta del Grande Oriente d’Italia, i cui componenti sono invece conosciuti alla pubblica opinione perché espressamente elencati nei notiziari e negli spazi istituzionali del sito di Villa il Vascello.

Link per scaricare la Tavola d'Accusa promossa vs. il Grande Oratore Michele Pietrangeli


Fonte: Redazionale
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