Enrico Deplano

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Vaccini - Se i rimedi fanno più paura del male

Una disinformazione come l'attuale avrebbe impedito l'uso del DDT e avremmo ancora la malaria.

Come è noto, di recente si è tenuta nella piazza Garibaldi di Cagliari una manifestazione di protesta contro il Green Pass. Più che preoccupazioni per eventuali discriminazioni, dominava la persuasione che il maggiore pericolo per la salute pubblica sia rappresentato dalla pericolosità dei vaccini. Sorvolo sulle cause di tali credenze perchè già occupano ampiamente il dibattito. Propongo invece una semplice riflessione basata su un possibile parallelo storico, suggerito proprio dal luogo della manifestazione. L'edificio che fa da quinta architettonica alla piazza, ben noto come sede della scuola Riva, ha infatti ospitato un'importante istituzione: il quartier generale della campagna antimalarica. Alle spalle dei comizianti "no-vax" si trova una targa che commemora quell'epopea sanitaria. 

Ricordo brevemente che la malaria ha ucciso infinitamente più persone nell'Isola di qualsiasi guerra e che ancora nel 1944 c'erano stati 75.000 casi di infezione. E’ stata debellata nel secondo dopoguerra, dall'esercito americano. La spesa, paragonabile a una finanziaria dello Stato, venne garantita da fondi delle Nazioni Unite e collaborò anche la Fondazione Rockfeller. Fu necessario usare il potente pesticida DDT non solo nelle tante zone paludose, ma anche in fabbricati civili. Nei filmati si vedono addetti che spruzzano perfino i bambini.  Si pensò, ragionevolmente, che gli effetti collaterali del pesticida fossero decisamente un pericolo minore rispetto alla malattia che si voleva debellare.

Ma ipotizziamo che all’epoca si fossero sparse false e allarmanti notizie sul DDT, affermandone la letalità e si dichiarasse che la disinfestazione non aveva lo scopo di salvare vite ma era un complotto di Rockfeller per diminuire la popolazione. Questa mini-ucronia non è pretestuosa: infatti queste sono le accuse mosse oggi ai vaccini, a Big Pharma, a Bill Gates. Ebbene: se analoghi timori di complotti avessero spaventato la gente nel 1945, si sarebbe ritardata o impedita la campagna antimalarica, il che avrebbe comportato migliaia di morti e l'impossibilità dello sviluppo di un'economia turistica. Sembra assurdo, certo. Ma purtroppo oggi accade qualcosa di molto simile. Dando credito alla disinformazione si frenano le misure di contenimento sanitario della pandemia, prolungandola. Con il corollario di morti evitabili e prolungamento della crisi economica.

La morale la lascio trarre a chi abbia voglia di riflettervi.  

Enrico Deplano


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