Eva Simola

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Cagliari: festa di Hanukkah

La festa ebraica delle Luci

   Il 28 Novembre inizia la festa ebraica di Chanukkah, la festa delle luci, una ricorrenza gioiosa e molto attesa: in questo periodo in ogni parte del mondo ebraico, vengono accese candele e lampade a olio in luoghi visibili a tutti. Chanukkah inizia il 25 del mese ebraico di Kislev e dura otto giorni.

   l 25 di Kislèv dell’anno 3622 i Maccabei liberarono il Tempio a Gerusalemme dopo aver sconfitto gli eserciti numerosi e potenti del re greco-siriano, Antioco IV il quale aveva cercato di sradicare le credenze e osservanze Ebraiche del popolo d’Israele.

   Gli ebrei ripararono, pulirono e ridedicarono il Tempio al servizio Divino ma le provviste di olio puro e certificato dal Sommo Sacerdote erano state distrutte dagli invasori pertanto quando gli ebrei vollero accendere la Menorà (candelabro a sette bracci), trovarono soltanto una piccola ampolla d’olio d’oliva puro utile solo per un giorno.

   Miracolosamente l’olio durò otto giorni, quanto bastava per ottenere altro olio. In ricordo di questo miracolo i Saggi hanno istituito la festività di Chanukkà durante la quale si accendono i lumi ogni sera per otto giorni, ricordando e pubblicizzando il miracolo.

  La chanukià (candelabro) ha otto braccia, mentre il candelabro del Bet-Hamikdash (la casa di Santificazione cioè il tempio edificato da Salomone) ne aveva sette. La ragione di questa diversità si trova nel simbolismo numerico ebraico: il mondo fu creato in sette giorni (quindi il numero 7 rappresenta la natura), mentre il numero 8, oltrepassa il livello della creazione, per innalzare l’essere umano a ciò che è sovrannaturale. Per questo motivo la festa di Chanukkà ha la durata di 8 giorni: durante i quali accaddero miracoli che elevarono il popolo ebraico "al di sopra" della natura.

  Tradizionalmente la chanukkiàh si accende fuori dalla porta o vicino ad una finestra proprio per mostrare a tutti il miracolo avvenuto. Un gesto che rappresenta anche la libertà di essere ebreo, senza nascondere la propria identità.

  Di sera si festeggia nelle famiglie e secondo la tradizione vengono mangiati cibi cucinati nell’olio, proprio per ricordare il miracolo del Candelabro del Tempio.

  Si usa giocare con la trottola, il dreidel, sulle cui facce sono scritte le lettere ebraiche נ (Nun), ג (Gimel), ה (He), ש (Shin) che formano l’acronimo che sta per “נס גדול היה שם” (Nes Gadol Hayah Sham – “Un grande miracolo accadde là”).

   Anche Cagliari avrà la sua chanukkiàh grazie alla presenza ebraica organizzata, sotto la guida dell’associazione Chenabura – Sardos pro Israele (Chenabura significa “venerdì” in sardo), che organizza  diverse attività per riportare alla luce un passato ebraico rimasto sepolto troppo a lungo se si eccettuano alcuni saggi storici sul tema, ad esempio dell’artista Elio Moncelsi e della storica Cecilia Tasca. Più esattamente il 5 Dicembre ore 19,30, al termine di un tour guidato della Giudeia, verrà accesa l’ultima candela della chanukkiàh all'aperto, in Piazza Carlo Alberto (nota come la Plazuela) e verranno offerti i dolci tradizionali di questa festa ebraica condivisa, con gioia, con tutti coloro che decideranno di partecipare .



Fonte: fb
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