Antonella Soddu

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ELEZIONI POLITICHE IN UMBRIA. DI MAIO SCRIVE AGLI UMBRI: “PROPONETEVI COME CANDIDATO PRESIDENTE”.

"La vecchia politica", come molti oggi usano etichettare ciò che ai loro occhi non funziona, non esiste come definizione reale dei fatti.


Di Antonella Soddu

Elezioni Regionali in Umbria. Luigi Di Maio scrive agli umbri e ai politici umbri, una lettera aperta che affida al quotidiano "La Nazione". In tale missiva rivolge l'invito alle migliori risorse della Regione a farsi avanti proponendosi come candidato Presidente per formare una squadra di super competenti, chiede alla "vecchia politica" di non interferire. Serve un patto civico - dice - le altre forze politiche corrano con il proprio simbolo per sostenere un presidente civico, con un programma comune, senza rivendicare incarichi nella futura giunta anche per rigenerare il patto di fiducia cittadini/istituzioni".

Leggendo questa missiva ci sovviene di fare ragionamento accurato sui passaggi che riguardano: la vecchia politica, il patto civico, la squadra dei super competenti, gli incarichi, il patto di fiducia cittadini/istituzioni. "La vecchia politica", come molti oggi usano etichettare ciò che ai loro occhi non funziona, non esiste come definizione reale dei fatti quand'anche la politica, intesa come capacità di amministrare, e/o rappresentare la cosa pubblica, si manifesta nei fatti e nella visione breve/medio/lungo termine non invece, nei luoghi comuni che sempre più emergono negli atteggiamenti di chi si propone come "sacro mentore della nuova politica". Ciò che deve mutare e il "senso civico" nel proporsi di fare politica, ciò che deve mutare equivale - forse - alla doverosa ricerca dei valori del dibattito onestamente politico che dovrebbe coinvolgere tutti anche attraverso il ritorno a rispettosa dialettica. Ciò deve avvenire si attraverso la presa d'atto che proporsi come risorsa in più per una candidatura, rappresenti la doverosa partecipazione ma, soprattutto nella presa d'atto del significato storico/socio/culturale del termine "vecchio" affiancato al vocabolo "politica". Probabilmente, allora potremmo parlare di candidature finalizzate anche a risaldare lo strappo tra cittadini e istituzioni.

Di Maio chiede anche sostegno per un Presidente "civico" (aggettivo che concerne il cittadino giacché membro di uno stato, con valore prevalentemente etico, dovere, etc.) La politica, di fatto, è "civica" giacché formalmente ed essenzialmente caratterizzata dalla partecipazione alla vita sociale e civile. E i partiti rappresentano, di fatto, la più alta forma di volontà di partecipazione. Probabilmente quello che manca oggi è ritorno allo studio dei classici/filosofici finalizzato anche alla più approfondita capacità di comprensione dei metodi, delle vicende, dei passaggi che portano alla programmazione dell'attività politica. Elementi che negli anni sono venuti a mancare anche in conseguenza di un eccessivo ricorso/abuso alle candidature mascherate da liste civiche che in molti casi si son concretizzate anche nelle note "liste civette". Vi è un'alta probabilità che lo stesso ricorso spregiudicato, e per certi versi ipocrita, allo strumento "liste civiche" abbia in qualche modo "inquinato" il concetto di partecipazione alla vita politica, stringendo le responsabilità dei fallimenti politici in via esclusiva ai partiti.

La questione incarichi, infine, merita ulteriore approfondita riflessione finalizzata anch' essa a dissipare molti luoghi comuni.

Se si pensa alle strategie di progettazione e programmazione finalizzate all'ottimizzazione delle risorse per scongiurare il pericolo di perdita dei capitali investiti nel processo produttivo, e per contrastare la concorrenza agguerrita nel mercato della globalizzazione, ne deriva che probabilmente la durata in carica di un esecutivo molto dipenda da un’accurata precedente valutazione delle risorse messe in campo e dai ruoli affidati a ciascuna di queste.

In conclusione non si arriva a ricoprire incarichi dall'oggi al domani come sta avvenendo da anni a questa parte. Tutto si costruisce attraverso attenta programmazione. Se l'intento di Di Maio era di, lanciare un messaggio al PD per presentarsi insieme alle prossime elezioni regionali umbre ciò merita un discorso a parte. Un discorso di opportunità politica. Diversamente vale quanto sopra.





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