Franco Meloni

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Largo ai giovani. La Chiesa sarda dà il buon esempio. Occorre una forte alleanza intergenerazionale per superare la crisi.

La decisione del Vescovo di Lanusei di affidare l'importante Ufficio della Pastorale Sociale e del Lavoro, tradizionalmente affidato a componenti del clero, ad una laica giovane donna è colta come un buon esempio per tutta la società.

Plaudiamo alla decisione del Vescovo Antonello Mura non solo per la scelta in sé che premia la professionalità della persona, Valentina Pani, rispetto all’importante compito affidatole, ma anche per il significato simbolico che assume in questa fase di drammatica crisi globale, che giustamente alcuni esperti (tra loro il prof. Stefano Zamagni) sostengono non si tratti solo di pandemìa, ma più propriamente di sindemìa, cioè “un insieme di patologie pandemiche non solo sanitarie, ma anche sociali, economiche, psicologiche, dei modelli di vita, di fruizione della cultura e delle relazioni umane” (1). Dall’attuale situazione, rammenta a ogni piè sospinto Papa Francesco, possiamo uscire migliori, ma, anche peggiori. Ed è quanto purtroppo sta avvenendo, come ci comunicano una serie di segnali e di statistiche, quali quelle dell’enorme accrescimento delle diseguaglianze sociali e delle conseguenti/concausanti povertà. Sta a tutti noi e ai governi in primis bloccare e invertire questi processi. Come? Qui non la facciamo lunga: le analisi e le misure necessarie per questa finalità sono ormai mature. Cerchiamo di darne conto con assiduità nelle nostre News. Stiamo invece al tema di cui ci fornisce pretesto la nomina del Vescovo: per uscire dalla crisi dobbiamo puntare sui giovani, soprattutto su di loro, giovani donne e giovani uomini, che vanno sostenute/i da quanti giovani più non sono, con concrete azioni che s’iscrivono entro una convinta alleanza intergenerazionale.

Di recente Giancarlo Morgante è intervenuto sulla pagina fb del Patto per la Sardegna per segnalare l’assenza di giovani (salvo alcune eccezioni) in una serie di importanti iniziative politiche, registrandovi la soverchiante presenza di anziani, ultra sessantenni, settantenni e ultra. Ma gli esempi riportati si riferivano a iniziative promosse e gestite proprio da persone (in prevalenza) anziane. I giovani, anche quelli impegnati, nel sociale come nella politica, si trovano altrove. Questi ultimi sicuramente in numero insufficiente, stante il fatto che quelli impegnati sono pochi rispetto alla massa. E’ anche vero che gli anziani qualche volta possono stare per conto loro, ma in politica, nella gran parte dei casi bisogna stare insieme, appunto nella collaborazione intergenerazionale e perchè ciò avvenga occorre trovare modalità appropriate di coinvolgimento. Per quanto riguarda gli anziani (noi) occorre fare anche autocritica, come ha fatto nelle pagine di Democraziaoggi Andrea Pubusa, con una serie di considerazioni (a cui rimando) che attengono al campo dell’impegno politico, che traggono spunto da un “ricordo” di due grandi protagonisti della sinistra sarda: Francesco Cocco, che ci ha lasciato tre anni fa e Marco Ligas, scomparso da soli pochi giorni.

E dunque per quanto accade oggi c’è certo da preoccuparci, partendo però da un dato: non è vero che i giovani non ci sono. E’ che occorre dar loro fiducia e responsabilità, in tutti i campi, ma per la gran massa innanzitutto occorre assicurare lavoro, lavoro degno, qualificato e congruamente remunerato. E quando le qualifiche non si sono occorre crearle attraverso l’istruzione, in tutti i gradi, e la formazione professionale e permanente. Si investa quindi su questi versanti, prioritariamente. Un grosso contributo potrà darlo la Pubblica Amministrazione, che per funzionare bene ha in primo luogo la necessità di un massiccio inserimento di giovani (il dato delle esigenze per tutta Italia è valutato da credibili esperti in 1 milione di assunzioni). Alcune organizzazioni culturali, di cui nutriamo massima fiducia, ci dicono che queste assunzioni possono essere fatte in tempi rapidi, nel rispetto delle normative vigenti, precisamente in 105 giorni. Non c’è nulla da inventare, ci dicono gli esperti: “Basta copiare dai migliori”, cioè dalle migliori pratiche realizzate. Certo, oltre tali assunzioni occorre fare tante altre cose, come investire in occupazione negli altri settori (imprese e terzo settore), sostenendo l’impresa (profit e non) esistente e creandone di nuova, in primis le start up. Le assunzioni nelle Pubbliche Amministrazioni sono una componente fondamentale e per certi versi preliminare di quanto possiamo e dobbiamo fare. Al riguardo il Next Generation Eu costituisce in questa fase il più importante programma e terreno d’impegno, in Italia come in Sardegna. In particolare, riferendoci alla Sardegna: blocchiamo l’emorragia di giovani verso l’estero e il settentrione e favoriamo il ritorno di quanti lo vogliano, creando occasioni di lavoro adeguate alle diverse professionalità. Questa è sicuramente una priorità. I giovani amministratori impegnati in molti comuni sardi, che pur hanno scelto di stare (a volte di tornare) in Sardegna sono convinti assertori di queste politiche (allo stato solo marginalmente in attuazione) ed essi stessi ne rappresentano un esempio positivo (rammento al riguardo i loro interventi negli webinar promossi dall’associazione Nino Carrus), che ci da speranza e motivazione per oggi e domani.

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(1) Vedasi definizione su Treccani: https://www.treccani.it/vocabolario/sindemia_%28Neologismi%29/


Fonte: Aladinpensiero online, Giornalia,
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