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Gian Paolo Marcialis

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  Storie e Racconti

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Ricordando don Giovanni Pinna

A sette anni dalla scomparsa ricordiamo la figura di un prete che è stato segno di contraddizione per molti...

Ricordando don Giovanni Pinna.

“Un gruppo di fanatici guidati da un pazzo”: così fu definito da un tizio il gruppo di amici di don Giovanni Pinna allorquando il giornale “NOI E.!” cominciò a creare i primi fastidi nella comunità villacidrese e dintorni. Correva l’anno 1975… Sicuramente la presenza a Villacidro di questo sacerdote (nato a Gonnosfanadiga il 22.12.1930 e morto a Mogoro 17.7.2012) ha rappresentato un lungo periodo di fervore religioso, politico, culturale nel Medio Campidano. E’ interessante andare a rileggere gli editoriali d’inizio e fine apparsi rispettivamente nel n. 0 del marzo 1975 e quello pubblicato nell’ultimo anno (1984):

Editoriale del 1975: Perché questo giornale.

« Nel presentarci a nostri lettori non vogliamo ripetere le frasi fatte e i luoghi comuni:”si sentiva la mancanza di questo giornale”, “c’era un vuoto da riempire”. Diciamo semplicemente e senza falsa modestia che abbiamo qualcosa da dire e che vogliamo dirlo, pubblicamente,a tutti. E questo “qualcosa” può essere un giudizio, una voce di “non siamo d’accordo con certe situazioni di ingiustizia e di sfruttamento. Non abbiamo paura di fare delle critiche e della contestazione. Il giornale non è portavoce di nessuno. Non è legato a nessuna organizzazione o istituzione politica, sociale o religiosa. NOI E..!, cioè noi e la realtà. Se la stampa può essere libera, noi cerchiamo la libertà e vogliamo dimostrarlo, prima a noi e poi agli altri. Non dobbiamo rendere conto a nessuno, all’infuori della nostra coscienza di uomini. Tutti potranno giudicarci e ringraziamo chi ce lo manifesta con critica serena e non di parte. Finanziariamente, il giornale è sostenuto da noi stessi e, speriamo, dai nostri lettori. Non accettiamo pubblicità, anche se ci solleverebbe economicamente. Vogliamo essere liberi: E alla nostra libertà ci teniamo più di qualsiasi cosa. Come pure teniamo sommamente alla chiarezza: chiarezza che vuol dire scelta, decisa e precisa. Il giornale vuole stare dalla parte dei poveri e dei deboli. Poveri e deboli che per noi sono, non solo i privi di soldi e di forza fisica, ma tutti coloro che non riescono a far valere i propri diritti, tutti coloro che non hanno potere, che sono emarginati dal potere di qualsiasi tipo. Abbiamo fatto una scelta di classe, stiamo decisamente e incondizionatamente con tutti coloro che “non contano”. Questi saranno i nostri amici. Però questi sappiano che se un giorno saranno potenti, allora noi non saremo più con loro. Staremo con loro fino a sfondare la cancellata, “fino a installare la casa dei poveri nella reggia del ricco, ma dopo staremo con i nuovi poveri” (don Milani). Siamo e vogliamo essere un gruppo con basi cristiane ma desideriamo collaborazione con tutti coloro che si prefiggono i nostri stessi obiettivi, anche se il loro punto di partenza fosse diverso dal nostro, nel rispetto dell’indipendenza del giornale e della libertà personale e comunitaria di tutti. Intento difficile? Certo. Ma non impossibile. Comunque la riuscita del tentativo la si potrà giudicare solo alla fine. A chi crede in queste idee, chiediamo di aiutarci. Il giornale vuol essere vivo e la Redazione è a disposizione di tutti. Scriveteci e fateci conoscere esigenze, pareri e critiche, ma firmate le lettere, anche se volete che il vostro nome non compaia nel giornale. Non saranno prese in considerazione le lettere anonime»

Editoriale del 1984: Il giornale 10 anni dopo.

«Noi e..! nel decennale della sua fondazione esce in edizione rinnovata. Rinnovata nella veste tipografica, nel numero delle pagine, nel contenuto, nell’alta tiratura, nell’allargata diffusione, nella partecipazione di nuovi collaboratori.

Il tempo in cui viviamo, con i suoi problemi gravi e i suoi avvenimenti drammatici, ci spinge ancora a continuare nell’impegno costante di portare avanti la rivista. Era l’impegno di dieci anni fa, preso nell’entusiasmo portatore di novità e nella necessità di agire. Oggi quell’entusiasmo è maturato nella coscienza di chi è rimasto nel gruppo o ci ha seguito e la necessità della rivista non è diminuita, perché. Se è vero che molti problemi sono diversi e nuovi, si ha ancora bisogno di un cambiamento di coscienza nella società.

10 anni fa, come giornale della zona, eravamo i primi e gli unici. In seguito si sono aggiunti altri che hanno certamente allargato l’interesse per i problemi. Ma Noi e..! ha ancora, almeno noi pensiamo così, una funzione e un compito. Anzi è più urgente. Per questo si è deciso di estendersi. L’intento è quello di raggiungere ogni zona dell’isola ed espatriare nella penisola, non in forma occasionale come finora è accaduto,ma in forma stabile. Gli abbonamenti, specialmente dal nord Italia e anche dall’estero, ci confortano. E’ allora un’occasione, e la rivista un mezzo, per allargare la conoscenza dei problemi della Sardegna. Ma la Sardegna non è sola al mondo, perciò i suoi problemi sono o trovano corrispondenza nei problemi di altre parti, come i problemi di questa zone devono interessare noi sardi. La collaborazione di tante persone è perciò importante e gradita. Personalità nel campo della politica, della cultura, del mondo della stampa,ci hanno assicurato il loro appoggio e la loro collaborazione. Amici ci hanno scritto e si sono offerti in questo senso. A Roma (ma non solo in quella città)è in pratica nata spontaneamente una redazione della rivista. A loro il nostro grazie.

10 anni fa promettevamo indipendenza e libertà. Riteniamo di essere stati sempre fedeli a questi propositi. Vogliamo continuare nella stessa strada. Quello che abbiamo da dire lo si dirà francamente, senza reticenze. Accettiamo critiche e pareri da tutti, ma la Redazione non si sente legata a nessuno. Vogliamo un dialogo aperto e diretto con tutti quelli che lo desiderano. Perciò vogliamo riprendere la pubblicazione di “Riceviamo e pubblichiamo”. Quindi ci fa piacere che ci scriviate.

Per poter fare il salto di qualità propostoci dobbiamo cambiare anche tipografia.. Alla Seristudio 2000, che in questi ultimi anni ha stampato la rivista,siamo infinitamente grati. La loro collaborazione è stata sempre preziosa, ma vogliamo anche che questa continui anche se in forme diverse.

Non ritocchiamo il prezzo pur essendo il costo aumentato. Vuole essere, questo, un gesto di simpatia e di amicizia. Una maggiore diffusione e la quota associativa di amici ci aiuterà nelle spese aumentate. Chiediamo abbonamenti. Ogni lettore faccia l’abbonamento e cerchi un nuovo abbonato. Così si aiuta la rivista. Contiamo anche in questo sulla solidarietà e il contributo di tutti.

Questo numero della rivista viene inviato anche ad amici, vecchi e nuovi, ad enti e organizzazioni come numero omaggio nella speranza di ritrovarceli nel numero degli abbonati».

Ma in che percorso don Giovanni Pinna e il gruppo Noi e..! si è avventurato in quei dieci anni? Sono stati 10 anni di entusiasmanti esperienze che hanno portato il gruppo a guardarsi intorno, a cercare di capire la complessità degli avvenimenti che andavano sviluppandosi in quegli anni, in campo ecclesiale,(la teologia della liberazione), nel mondo del lavoro, sui tempi della pace e della guerra, sulla povertà, sulle servitù militari,sul fenomeno delle droghe e delle mafie,strategia della tensione ma anche sull’arte, la letteratura, lo sport,il mondo della scuola, la storia e le tradizioni di Villacidro e della Sardegna. Particolare attenzione è stata data all’evolversi della situazione delle fabbriche locali (Snia Viscosa, Scaini) e alle lotte sindacali portate avanti. Il giornale ha dedicato articoli importanti a noti rappresentanti della chiesa di quegli anni, come Arturo Paoli,Gustavo Gutierrez, don Lorenzo Milani, Giovanni Franzoni, Raniero La Valle, Ettore Cannavera,don Luigi Ciotti, Oscar Romero, Herder Camera,don Ignazio Garau, Davide Maria Turoldo…

La figura di don Giovanni Pinna è dunque poliedrica, ricca di mille sfaccettature, sicuramente da “riscoprire” anche attraverso la lettura di alcuni suoi libri: Verso la vita, Il canto della vita, Libero per amare. E’tratta da quest’ultimo titolo la poesia che voglio presentare e che, a mio avviso, contiene tutte le caratteristiche dell’ uomo e del sacerdote che fu Giovanni Pinna.

La verità vi farà liberi

Cristo,

sono un giovane alla ricerca di me stesso.

Voglio realizzare me stesso,

ma veramente e liberamente,

senza false paure e nostalgiche ipocrisie.

Voglio vivere

con tutto l’ardore del mio giovane cuore,

pienamente e apertamente.

Non voglio morire.

Amo troppo la vita.

Voglio sfuggire alla morte.

La morte morale,

giacché quella fisica non posso evitarla.

Non voglio essere un disgraziato.

Non voglio rinchiudermi in me stesso.

Non voglio amare me stesso.

Non voglio vivere per me stesso.

Non voglio essere felice da solo.

Voglio essere libero, completamente libero.

Pieno della libertà, quella vera,

per cui tu sei morto attaccato a un legno d’infamia.

Quella libertà che ci ha fatto fratelli,

figli del Padre comune.

Quella libertà per cui non esistevano allora

ebrei, greci o romani.

E non esistono oggi davanti a te

negri o bianchi,

ricchi o poveri,

sfruttati o sfruttatori.

Ma uomini,

assetati di felicità e affamati di vita.

Quella libertà

che redime gli oppressi e libera gli schiavi.

Gian Paolo Marcialis



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