Franco Meloni

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Spazi civici a Cagliari: il problema ( che non si vuole affrontare) è la gestione

Dall'esame di un caso concreto (il persistente inutilizzo del cd palazzo sorcesco, recentemente ristrutturato) al problema generale di carenza regolamentare del Comune di Cagliari.

L'Unione Sarda del 23 aprile u.s. nell'imminenza della conclusione dei lavori di ristrutturazione del cd "palazzo sorcesco" (angolo corso Vittorio Emanuele/via Maddalena) dava per attendibile la destinazione - entro tempi rapidi -  dello stesso ad attività culturali (della compagnia teatrale Is Mascareddas) e museali. La verità è che il tempo continua a passare senza che nulla si faccia. Sembra che la causa principale di tali colpevoli ritardi sia imputabile alla difficoltà di affidamento della gestione dell'edificio, posto che il Comune difficilmente vorrà curarla direttamente. 

Ma per la gestione di questo come di altri spazi/edifici da parte di privati che ne garantiscano la fruizione pubblica occorre un apposito serio regolamento che il Comune di Cagliari non ha ancora adottato (nonostante le promesse anche a fronte delle nostre sollecitazioni*), dovendo ricorrere pertanto quando necessario a regolamentazioni ad hoc, che si prestano a critiche in fatto di dubbia imparzialità nelle scelte dei contraenti. Siamo fiduciosi che l'attuale amministrazione affronterà quanto prima questa problematica. A tutto il Consiglio comunale  spetta ora di affrontare il problema perché venga sollecitamente risolto.

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UN ESERCIZIO GIAPPONESE. Città di Cagliari. REGOLAMENTO SULLA COLLABORAZIONE TRA CITTADINI E AMMINISTRAZIONE PER LA CURA, LA GESTIONE CONDIVISA E LA RIGENERAZIONE DEI BENI COMUNI URBANI [Aladinews 4 marzo 2017]

Abbiamo preso il Regolamento di Torino e l’abbiamo letteralmente ricopiato sostituendo a Città di Torino Città di Cagliari. E’ solo un esercizio alla “giapponese”, come si diceva un tempo perché erano i giapponesi i maestri del ricopiare/imitare. Oggi, invece, sono considerati tali soprattutto i cinesi. A prescindere, in questo caso vogliamo solo sostenere che a redigere un regolamento sui beni comuni urbani, di cui la Città di Cagliari è priva, basta poco: basta appunto copiare intelligentemente dalle migliori regolamentazioni (a cui corrispondano buone pratiche) conosciute. Noi vorremmo però arrivare all’approvazione formale di un regolamento (da parte del Consiglio comunale) attraverso un percorso di condivisione con i cittadini attivi e le loro organizzazioni associative. Spetta al Comune e, in particolare ai consiglieri comunali (tutti: di maggioranza e di minoranza) e, ovviamente, al Sindaco e alla Giunta, di avviare questo percorso partecipativo per arrivare rapidamente alla meta. Al riguardo il Laboratorio sulla Sussidiarietà (www.labsus.org) guidato dal prof. Gregorio Arena fornisce ogni necessario e qualificato supporto. Spetta poi all’Amministrazione comunale di dotarsi di un’adeguata organizzazione di carattere gestionale perché tutto venga concretamente attuato nel migliore dei modi. (Franco Meloni direttore di Aladinews e componente dell’Osservatorio Beni Comuni della Sardegna).

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* Dal verbale di un incontro tra il presidente del Consiglio comunale di Cagliari Guido Portoghese e esponenti dell’Osservatorio sui beni comuni della Sardegna del 6 novembre 2017.

Pubblicato sulla pagina fb dell'Osservatorio Beni Comuni Sardegna ( 6 novembre 2017).

“Come previsto, stamane abbiamo incontrato Guido Portoghese, presidente del Consiglio comunale di Cagliari, al quale abbiamo presentato il nostro Osservatorio e richiesto che il Comune di Cagliari adotti il “regolamento per la gestione dei beni comuni urbani”. La nostra delegazione era formata da Paolo Erasmo, Gianluca Frongia, Franco Meloni e Stefano Meloni. L’incontro è stato cordialissimo e produttivo, infatti il presidente, che è sembrato convinto della nostra proposta, si è impegnato ad avviare la procedura per l’adozione del “regolamento” attraverso un processo partecipativo, affidando tale compito a una Commissione consiliare (ancora da decidere quale sulla base di una valutazione di affidabilità e di efficacia dello stesso). Una prima tappa ravvicinata sarà l’organizzazione di un Convegno sul tema, dove saranno illustrate buone pratiche presenti in Italia, anche sostenute da qualche riflessione teorica (al riguardo abbiamo dato qualche suggerimento)”.


Fonte: Aladinpensiero online.
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